29 marzo 2013 • 2 commenti

A pranzo da Rivalta Café

AperitiviBar e pausa pranzo

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di conoscere Lorenzo Nigro, uno dei proprietari del Rivalta, il locale che ha preso il posto del Noir (e prima ancora Capocaccia). Ero stata all’inaugurazione del Rivalta l’anno scorso a giugno, e poi in una domenica assolata di luglio, per mangiare qualcosa, ma non ero ancora convinta. Locale bello, ma ancora qualcosa non funzionava. Ricordo qualche pecca a livello di servizio e in generale la sensazione di essere più un peso, che una cliente. Come spesso accade, ci vuole un po’ di tempo per rodare le cose, per trovare la cameriera in sala che non sia sempre scocciata, il cuoco in cucina che sappia fare il suo lavoro, ecc.

rivalta cafe
Ora mi pare le cose siano migliorate. Per chi frequenta il mondo dei locali, Lorenzo Nigro non è un volto nuovo: in passato ha lavorato 5 anni al Capocaccia e poi per un po’ al Dolcevita e a Villa Bardini. Da barman a gestore di un locale, il passaggio era quasi obbligato, quando si vuole crescere. Complimenti per chi decide di farlo in un momento storico come questo (a lui e agli altri 2 soci!).
Oltre alla sua vita notturna, Lorenzo ha un alter ego di origini completamente diverse: il nonno lavorava nel settore della lavorazione della carne, e lui stesso vende carne ai lampredottai di Firenze (ne ho approfittato per chiedergli quale sia il migliore). Con quella conoscenza della materia prima, ha deciso di mettere nella carta del menu del pranzo sia l’hamburger, con una carne 80% chianina, proveniente da una storica macelleria senese, che una “bistecchina” che sta riscuotendo un certo successo.

hamburger di chianina

Ho assaggiato il famoso hamburger ed era buono, servito in maniera carina, con le 3 salsine senape, maionese, ketchup, in 3 bicchierini diversi. Quello che invece si intravede nello sfondo della foto è uno spezzatino con purè.
Bella l’idea del bancone “salutista” (nonché vegetariano) con tante verdure cotte e crude, e riso in bianco, presso il quale ovviamente ho fatto una sosta. Altrimenti ci sono i “classici” primi. Come prezzi: il piatto qui sopra costa 10 €.

verdure sane

Ma un tempo il Capocaccia era famoso soprattutto per l’aperitivo e il loro intento è quello di ritornare ad essere un punto di riferimento per i fiorentini. In parte ci stanno riuscendo (soprattutto nel fine settimana, quando il buffet è più corposo).
I prezzi? Un bicchiere di vino 6 €, un cocktail pestato 9 €. Il resto delle bevute sta nel mezzo. Se ti siedi al tavolo paghi 1 € in più (ma non vale per vino e birra). Il venerdì c’è un aperitivo “Gay Friendly” (non vuol dire solo per i gay) e la domenica l’after beach.

Sempre di domenica il Brunch – che dovro’ andare a provare – con taglieri di affettati e formaggi toscani, oltre a verdure (si capisce che sono ragazzi sportivi, vero? sarà che 2 soci sono fanatici della bici…). Oltre a questo 3 torte, yogurt, pane burro e marmellata. Con acqua e caffè americano incluso, fanno 25 €.

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Lorenzo mi ha raccontato anche dell’impianto di diffusione musicale, all’avanguardia, che valorizza i dj che suonano presso di loro (alcuni di fama internazionale). Io non sono molto esperta (anche se ricordo ancora con nostalgia le belle serate house al Tenax) ma pare che abbiano tutta una clientela di estimatori, che vengono apposta per ascoltare un dj, che la sera prima magari, ha fatto un’esibizione davanti a 5000 persone.

bar rivalta

Abbiamo parlato anche di come sono cambiate le abitudini da quando faceva “solo” il barman al Capocaccia: erano tempi in cui – mi ricordo – si arrivava con la macchina in Lungarno Corsini e la si lasciava in doppia fila.
Oggi con la nuova viabilità e il cordolo, non solo è impossibile accedere, ma anche sostare. Il fiorentino sa essere molto pigro. D’estate è tutto più facile, oltre a tutti quelli che si spostano con lo scooter, puoi lasciare la macchina in piazza del Cestello e fare due passi a piedi. Ma in inverno, nelle lunghe serate piovose (e ne sappiamo qualcosa) fa fatica.
Per fortuna non tutti la pensano così e il weekend il locale si riempe.

Ah ultima cosa, se guardate il logo capite quanto amino i cani: si possono portare dentro anche all’ora di pranzo. Accanto al mio tavolo c’era una coppia con un cane che beveva da una ciotola.

Beh che dire, in bocca al lupo!

Rivalta Café
Lungarno Corsini

Firenze

Ps – qualcuno mi ha chiesto perché ho parlato così appassionatamente di questo posto – i maligni potrebbero pensare che sono stata influenzata dal bel sorriso di Lorenzo – ma in realtà trovo doveroso incoraggiare chi decide di aprire un’attività in centro a Firenze, non rivolta esclusivamente ai turisti. Mi piacerebbe vedere i fiorentini vivere di più il centro.

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2 Commenti on "A pranzo da Rivalta Café"

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Federico
Ospite
Direi ottima rivalutazione di un locale storico della Firenze “bella e edonista”. Complimenti anche per l’intraprendenza dei proprietari visto il momento economico-sociale non proprio florido. Complimenti a Nelli per il nuovo blog, molto carino e fruibile. Un unico appunto… Vorrei vedere più critiche (obiettive) su questo o quel locale/ristorante. Come assiduo consultatore delle tue pagine penso che ci sia un po’ troppo buonismo e manica larga nel recensire. Mi fa strano che a differenza mia e di molte altre persone che conosco tu non abbia mai preso una “sòla” nelle strutture fiorentine di cui hai scritto. Non credo tu ne… Leggi il resto »
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