22 maggio 2014 • Nessun commento

ANAG: cambio alla presidenza

Eventi

Oggi voglio pubblicare non un evento, ma una notizia che mi ha fatto piacere leggere. Qualche sabato fa, esattamente il 10 maggio, è stata eletta Paola Soldi come Presidente della Federazione ANAG. Questa notizia mi fa piacere per 2 motivi, innantitutto è toscana, ma soprattutto è una donna. Io non sono particolarmente “femminista” nel senso di quote rosa o che, ma so bene cosa vuol dire lavorare in un settore prevalentemente maschile (il mio lo era, quando ho cominciato). Sentirsi fare battutine, mettere in discussione le proprie capacità, convegni sempre con relatori uomini, ecc. non è sempre incoraggiante. Perciò capisco la felicità di Paola.

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Lascio la Presidenza Toscana per accollarmi il lavoro in ambito nazionale. Una soddisfazione, certo, ma un grosso impegno verso chi mi ha dato fiducia e che, con coraggio, ha votato la prima donna in una carica di tradizioni così “maschili” come quella della presidenza di Assaggiatori di Grappa ed Acquaviti e, cioè, di distillati con elevato tenore alcolico, dove nell’immaginario collettivo c’è la figura del rude alpino che tracanna in un sol sorso un bicchierino. Invece hanno eletto me, donna e toscana, per giunta!

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Ho deciso di intervistarla

1)  Come hai cominciato ad avvicinarti al mondo della grappa? Da dove è nata questa passione?
Forse la mia formazione chimica mi ha fatto avvicinare alla distillazione e, da questa, al prodotto che ne usciva fuori. Mi piaceva saperne di più e per molti anni invidiavo chi stava al nord poiché sapevo che esisteva l’ANAG , ma che qui in Toscana non c’era.

2)  Una donna al timone di un mondo prevalentemente maschile… non deve esser stato facile (ndr ti capisco nel mio settore è stata la stessa cosa!). Come ti guarda(va)no i colleghi maschi alle degustazioni, agli eventi, alle riunioni? Ti è successo che ti facessero sentire fuori luogo?
No, fuori luogo no. Semmai ho sentito la meraviglia e la sfiducia nella capacità. Però ci sono abituata perché per le donne è sempre così. Invece la parte positiva dell’essere donna, in questo mondo di degustazione dei distillati alcolici, è che molte donne sono distillatrici (e questo non mi meraviglia perché la distillazione è pazienza e gusto e le donne ne sono ampiamente dotate). Inoltre, molte donne si fanno coraggio e si avvicinano alla degustazione perché io do loro fiducia.  E’ anche riconosciuto il fatto che le donne  hanno più sensibilità olfattiva degli uomini, anche molte ricerche scientifiche lo hanno rilevato, per cui possiamo sentirci sicure del nostro operato.

3) secondo te la grappa è un prodotto che può piacere alle donne?
Sicuramente sì perché è profumata. “La grappa si degusta con il naso”, questo è il motto dell’Associazione che rappresento, ANAG – Associazione Assaggiatori Grappa e Distillati e, quando è prodotta con l’attenzione e la cura necessari, esprime tutta la ricchezza dei vitigni e delle uve di partenza. Le donne sono sensibili ai profumi ed imparano velocemente ad apprezzare i prodotti di qualità, che sono profumati e non bruciano.

4) Rispetto ad altre cose da bere – vino, birra, superalcolici – la grappa non “fa moda”, eppure è un prodotto che ha un suo pubblico molto affezionato. Secondo te le nuove generazioni sono alla riscoperta di questo prodotto? O si potrebbe fare qualcosa..

Be’ intanto vorrei dire che, sì è vero, l’ANAG si è sempre occupata tradizionalmente di grappa perché è il nostro prodotto nazionale, ma segue ed è interessata anche ad altri tipi di distillati. Detto questo, vorrei che si riuscisse a far avvicinare i giovani verso questo prodotto perché è un distillato di qualità, ma soprattutto vorrei che i giovani imparassero a bere e che  è importante conoscere cosa hai nel bicchiere. Poi che sia grappa o che siano acquaviti o che siano altri distillati, poco importa, ognuno ha i suoi gusti ma, appunto il nocciolo è questo: che ognuno si faccia le proprie conoscenze e le proprie preferenze senza correre dietro alle mode. Su questo punto, c’è molto da lavorare ed i giovani, per ora, sono lontani da questa consapevolezza e preda di pubblicità di stili di vita fuorvianti. I giovani, però, sono giovani e se non riesci a parlare il loro linguaggio sei fuori. Ho costatato che l’immagine che hanno della nostra associazione è vecchia, però vedo che quando siamo presenti in luoghi da loro frequentati si interessano, perché è anche vero che nella gioventù c’è oltre alla sete di sperimentare quella di conoscere.

5) Il mondo del vino è in crescita, quello delle birre artigianali pure. Credi che anche nel settore della grappa ci siano opportunità lavorative o comunque di sviluppo?

Il mondo dei superalcolici ha avuto uno stop a causa delle leggi sulla guida, però il nostro prodotto nazionale, la grappa, ha tenuto molto rispetto ad altri. Non so dire se ci possono essere opportunità, magari questa domanda va posta al mondo della distillazione e non a noi che siamo assaggiatori solo per hobby e non per mestiere. Certo è che la distillazione è proprio un’arte e come tale si tramanda in famiglie. Non è facile diventare distillatore.

6) Come si fa a capirne di più?
Come in tutte le cose ci si deve applicare e, quindi, partecipare alle iniziative della nostra Associazione ANAG, alle serate di degustazione, agli incontri con i distillatori, frequentare i corsi di assaggio. Quando c’è l’interesse ad approfondire si scopre un mondo di profumi e laboriosità inaspettato e, questo, non dovrebbe mancare mai.

7) Quali sono le grappe che preferisci?
Be’ io preferisco quella dette “giovani” cioè non invecchiate. Quelle incolori, per intenderci. Perché l’invecchiamento in legno copre i profumi di partenza dei vitigni e uniforma. Invece l’Italia ha una grande varietà di uve ed ogni regione ha le sue grappe. La Toscana per esempio porta nel distillato i profumi del sangiovese che sono caratterizzati da profumi di frutti a bacca rossa delicatissimi, mentre, ad esempio, le grappe distillate nel nord provengono da vitigni con accenti più aromatici e floreali.
Oggi si sta andando verso un gusto del consumatore che privilegia l’invecchiamento perché predilige  il dolce dei bouquet dei profumi che si formano con la permanenza nel legno. In tal modo la grappa si avvicina sempre di più ai distillati esteri. Con questo non do un giudizio negativo. Ognuno fa le proprie scelte.

Foto presa dal mio tour per le distillerie artigianali di grappa a Vicenza.

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