30 maggio 2013 • 2 commenti

Da Firenze S.M.N a Firenze Rifredi in 163 minuti

Io

Oggi voglio fare un post diverso, un post personale che non parla di Firenze, ma parla di una cosa che mi è successa. Vi auguro che non vi capiti, anche se parlando con altri compagni di sventura, pare che sia abbastanza frequente.

Per lavoro dovevo andare a Milano. Decido di provare Italo, anche perché mi torna comoda la stazione Milano Rogoredo.
Partiamo con 10 minuti di ritardo e dopo neppure 15 minuti (e 9 minuti dopo Rifredi) il treno si ferma in galleria. E ci rimane fino alle 19.30.

al finestrino

In questo lasso di tempo i passeggeri sono lasciati in balia di personale ansioso e non preparato a gestire le crisi. Non si riesce a capire quanto dovremo star fermi. Li vediamo sfrecciare agitati e nervosi, da una carrozza all’altra. Qualche passeggero pensa al peggio. Invece è “solo” un guasto tecnico. Inizialmente risolvibile. Ma star chiusi in galleria non è il massimo. Ovviamente cellulari isolati, luce che va e viene, macchinette del caffè bloccate. Quanto basta a far scattare i nervi. E se non bastasse, la mancanza di aria fresca che non aiuta.

Provano a distribuire acqua, che dopo un po’ finisce (il mio sesto senso mi ha suggerito di centellinarla). Per i crackers bisogna chiederli, perché il carrello passa veloce (nella speranza che non tutti li reclamino?). Qualcuno alza gli occhi e guarda con la bava alla bocca quelle belle scatole bianche che probabilmente contengono mozzarella di bufala (il treno arriva da Napoli).

dentro il treno

Passa un po’ di tempo e qualche signore si sbottona la camicia, mostrando un grassso petto villoso.

In tutto questo, nonostante il caldo e il giramento di scatole di sentirmi chiusa in una scatoletta come una sardina, nelle 2 ore in cui siamo bloccati mi guardo intorno e noto quello che succede in un microcosmo di dialetti e personalità.

C’è qualcuno che ha un mezzo attacco di panico (povero), ma il resto dei passeggeri è molto rassegnato, della serie “queste cose succedono in Italia”.

Dietro a me una signora superstiziosa si annota il numero del treno, imponendosi di non salire più sullo stesso e si ripromette di fissare un’udienza dal Papa perchè ultimamente si sente perseguitata dalla sfortuna. Di fianco a lei un signore campano, molto simpatico, ci racconta quello che succederà a breve: gli è già successo due settimane prima di restare fermi. Non oso credergli ma si rivelerà purtroppo più veritiero di Cassandra: azzecca i tempi di attesa, di sbarco e re-imbarco (inevitabile le battute stile Costa Crociere) e addirittura le condizioni di rimborso del treno.

Una coppia di fianco a me è composta da un business man in giacca e cravatta, che quando è salito era fisso al cellulare, e una bella ragazza fashion milanese, dopo un po’ quasi amoreggia. Lui che aveva il pc aperto, lo chiude. Più tardi si toglie anche la giacca.

Dietro di loro una signora insegna al suo compagno di posto come fare giochi di prestigio con gli elastici. Se ho capito bene l’ha imparato durante un’altra esperienza di sosta prolungata non voluta. Lui già pensa a quando riproporrà questo simpatico gioco ai suoi nipoti. E ricambia la cortesia dandole dritte sulla sicurezza informatica.

In fondo alla carrozza ogni tanto un ragazzo esclama “che giornata di m…”

Unici silenziosi di questa parte della carrozza, siamo io e il misterioso ragazzo al mio fianco che sta fisso con le cuffiette, ascoltando i Pink Floyd. Non si muove, non parla, sembra una mummia. Tanto che si perde quasi tutti i messaggi che vengono detti all’altoparlante (per quel che servono, ripetono tutti “scusate il disagio, stiamo cercando di risolvere il problema”).

gente sul binario

Il problema alla fine è un guasto non riparabile, quindi l’unica soluzione è quella di far arrivare una locomotiva a trainarci. Indietro a Firenze! Aspettiamo, e poi finalmente arriva, si attacca e ripartiamo. Che assurdità tornare a Firenze. Ma vista la vicinanza a Rifredi era la soluzione più corretta.

a rifredi

Il momento che precede la discesa è degno del Titanic, con accalcamenti e gente che vuole scendere prima degli altri perchè “mi manca l’aria!”. Ovviamente sul binario non c’è subito l’altro treno, e dobbiamo aspettare un’altra mezzora.

IMG_2026

Ecco che arriva il treno sostitutivo. Saliamo senza troppi drammi. A bordo mi sorprendo delle scene davanti alla macchinetta delle merendine e del caffè: un assalto che nemmeno in tempo di guerra..

treno italo

Alla fine Italo annuncia che a seguito dei 163 minuti di ritardo ci verrà rimborsato il biglietto al 100%.

Arrivo a Milano alle 22.15.

Una precisazione: non ce l’ho con Italotreno, so che succede anche con Trenitalia.

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2 Commenti on "Da Firenze S.M.N a Firenze Rifredi in 163 minuti"

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Alex
Ospite

Vero, succede a tutti.
L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che ho sentito un “rumor” un pettegolezzo quindi, che non so quanto sia vero: il “soccorso” di Italo è di competenza di Trenitalia che, come dire, in questi casi se la prenderebbe comoda…

—Alex

PS = io prendo spesso Italo ed incrociando le dita, non mi è mai successo 😉

Stefania Pianigiani
Ospite

@Alex anche io ho preso più spesso Italo ultimamaente sia per Roma che per Milano. L’unico ritardo è stato per via della neve meneghina ma “solo” di 10 minuti, mentre domenica 19 maggio la Freccia Argento per Brescia è riuscita ad arrivare a Firenze “Campo di Marte” con oltre 20 minuti di ritardo da Roma…In confronto Nelli quei disperati che hanno aspettato ad Orvieto un ora e mezzo il treno per Firenze, rispetto a te sono stati fortunati 😉 Bacini!!

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