8 luglio 2014 • 3 commenti

Ditta Artigianale: bel posto, peccato che…

Bere

La prima volta che mi hanno parlato di questo posto è stato all’evento al Giardino Corsini, quando un barman che ne sapeva a pacchi ammalio’ la platea con le sue conoscenze sul caffé. Ero fra il capannello di persone che ascoltava le sue pillole di conoscenza su miscele e chicchi, e gli chiedemmo dove lo potevamo andare a trovare, e lui ci rispose “ditta Artigianale”. Poi arrivò Kristina del portale Yelp a decantarmi questo posto insieme ad altre blogger, e infine il buon caro Giorgio (ve lo ricordate il suo post “la scelta di un goloso”?) che abitando lì vicino ci passa spesso: “Elena lo devi provare, il caffè costa 1.50, ma c’è la coda!

ditta artigianale firenze

Piena di aspettative, una sera di un fine settimana di luglio, mi accingo a provarlo. Sono le 21.30, per questioni che non sto a dirvi, ho un po’ di fame e voglio bere qualcosa: forse non un caffé ma sono aperta a tutto.

ditta artigianale firenzeEntro e vedo un posto delizioso, arredato come va di moda ora, con oggetti di recupero. Ci si siede su cuscini ricavati dalla sacche del caffé, i micro tavolini di legno sono adorabili, e nel locale ci sono tanti oggetti messi lì con garbo. Purtroppo nessuno ci dà il benvenuto quando entriamo, ma si sa, siamo a Firenze. Ci sediamo a un tavolino che ha la parte esterna completamente aperta, di fatto sembra di essere sulla strada. Che carino.

menu ditta artigianale

Spulcio il menù, che mi piace molto (anche come grafica). Ci sono cose sfiziose da mangiare e altre da bere. I prezzi sono onesti. Nessuna maggiorazione se ti siedi al tavolo. Sono indecisa se prendermi un Maroccoan Tea alla menta (i te’ sono forniti da La Via del Tè) o un bicchiere di vino. Quel che noto sono le tapas, con una voce addirittura per le tapas vegane. Wow prendo una di quelle, sono davvero invitanti e ho visto servirne una al tavolo accanto dall’aspetto goloso (anche se la frase “scusate per l’attesa” non depone a loro favore).

Quando arriva il ragazzo a prendere l’ordine, gli chiedo se posso ordinare una tapas (che vorrei poi accompagnare magari con un vino), ma lui non mi fa terminare la frase “é la prima volta che venite qui? perché qui in genere con i cocktail si portano 3 assaggini di tapas“. Ah! fantastico, sono lì per lì per ordinare un cocktail e il ragazzo mi dice “in realtà noi siamo una “gineria” e abbiamo 40 tipi di gin diversi, infatti il prezzo del cocktail cambia a seconda del gin scelto. Ma non vi ho portato il menù del gin? rimedio subito” e infatti ci porta quest’altro menù Ginspiration.

scelta di gin

Io non sono molto patita di gin, né così esperta, ma so che preparare un buon Cocktail Martini non è banale, e quindi ordino quello. Pero’ gli dico che, siccome non sono competente in materia di gin, scelga lui quale usare, purché poi mi dica il nome del gin usato, così se poi mi piace lo ri-ordino.

Il mio accompagnatore invece è interessato ai caffè e ai metodi di estrazione. Il cameriere ci manda una delle ragazze dietro al bancone perché più esperta, che infatti con competenza ci spiega un po’ di cose. Alla fine lui ne sceglie uno, che viene preparato in modo molto scenografico. Mi viene voglia di tornare di giorno per scegliere uno di quei caffé.

20140708-100819-36499613.jpg

Mentre attendiamo, giro un po’ nel locale e sento che parlano di Sasha e deduco, visto che il nome non è così comune, che ha a che fare con Sasha della Brac (scopriro’ poi che infatti gli ha fatto da “consulente” per la cucina, ma temo non ci collabori più).

cocktail martini

Dopo un po’ mi arriva il cocktail e .. un piattino di patatine, di quelle confezionate. Penso che forse le mie tapas arriveranno più tardi e ci vorrà del tempo. Mi viene il dubbio che forse dovevo sceglierle io. Boh! Aspetto fiduciosa. Fra l’altro noto con curiosità che a guarnire il cocktail non c’è la famosa oliva verde, bensì un… mirtillo!
Da quel momento il nostro tavolo “scompare” agli occhi dei camerieri, che ci passano davanti senza mai incrociare lo sguardo, controllare se va tutto bene o che. Si soffermano a salutare amici e conoscenti, ma ovviamente io sono una “signora” (sob) sconosciuta, ormai servita, quindi ci si può dimenticare di me.

Nel frattempo assisto ad alcune scenette del tipo: 4 turisti chiedono se possono mangiare qualcosa e la risposta è “mi dispiace la cucina è chiusa” (ore 21.45). Il locale infatti chiude alle 22. Che peccato. Dopo un po’ altra coppia “si puo’ mangiare qualcosa? Anche di freddo?” “mi dispiace chiudiamo alle dieci”. Altra coppia che pero’ vuole solo un caffè “mi dispiace abbiamo pulito la macchina”. Ovviamente io non posso mettere bocca nelle scelte degli orari di apertura, anche perché se fa orario da bar, vuol dire che apre molto presto la mattina. Ma trovo davvero un peccato dover mandare via tutta quella gente che la sera, in centro a Firenze, sarebbe ben felice di consumare. Fra l’altro non so perché (forse troppa attesa per l’ordine? O forse avevano ascoltato anche loro?) vedo 3 ragazzi che si siedono e dopo un po’ si rialzano senza ordinare. Senza che nessuno se ne sia accorto.

A questo punto capisco che le mie tapas non arriveranno più. A saperlo ordinavo qualcosa a parte io, ma ora so che la cucina è chiusa. E non credo mi possano preparare un piatto freddo o un panino.
Mi si pone un dilemma: vado via senza dire niente oppure provo a chiedere? Non per fare polemica, ma per essere sicura di aver capito bene io. Non vorrei mai scrivere qui sul blog, una cosa per l’altra. E così provo a cercare con lo sguardo il nostro cameriere, per vedere se raccoglie il mio bisogno di parlargli. Inutile. Anzi, lo sento addirittura chiedere a una delle ragazze “ma se andassi a fumare una sigaretta?”.
Per il “bene” del blog e per evitare di dire cose false, prendo coraggio e lo chiamo al tavolo.
Scusi… forse ho capito male io… se ricorda volevo ordinare una tapas, ma lei mi ha detto che mi sarebbe arrivato un piattino con 3 assaggini…” (e fra parentesi odio interpretare questa parte, in cui sembri quella pignola che reclama le briciole).  Risposta “Si infatti, non le è arrivato? Boh, forse perché la cucina è chiusa, chiudiamo alle 22 e alle 21.45 la cucina è già chiusa”.
A parte che ti sei seduta alle 21.30, e a parte che sul menù c’è scritto “tapas fino alle 10pm“, ma non è questo il punto, figurati. Ma me lo devi dire tu quando sto ordinando, se è chiusa! E non promettermi una cosa che manco sapevo ci fosse, farmi generare il desiderio e poi, oltre a non accorgerti che neppure mi è arrivata, davanti a un mio chiarimento, trattarmi con quel tono di sufficienza del tipo “io sono stanco morto, ho lavorato finora, e questa signora mi sta rompendo le p…” Che detto fra noi, io avrò 40 anni e tu poco più di 20, ma non sono tua nonna. Renditi conto che forse puoi essere gentile, senza trattarmi come se fossi una vecchia rimambita.
E detto fra noi, non mi hai neppure detto che gin hai usato.
A quel punto lascio mezzo cocktail lì e mi alzo. Anche il mio accompagnatore non è entusiasta del suo caffé. Non ci viene chiesto niente, neppure se siamo stati bene. Alla cassa forse un barlume di dispiacere, perché anziché pagare 10-12 € il cocktail, la ragazza me lo mette 8 €. Boh! Comunque quantomeno lei mi è sembrata più appassionata del suo lavoro.

Concludendo: il posto è carino, la formula idem, i prodotti di qualità. Ma in un posto del genere, devi avere più occhio verso la sala, devi accogliere le persone con più calore. Sono un po’ stanca di tutti questi locali che nascono come funghi, anche belli, ma penalizzati da un servizio improvvisato e per niente adeguato.

Unica nota positiva: dopo il mio sfogo su Facebook il proprietario mi ha scritto. Con toni pacati e cortesi e non polemici, una vera rarità per Firenze. L’ho apprezzato molto. Mi ha invitato a tornare, lo farò, e so che mi troverò bene. Ma voglio dirgli che se tiene a quel posto, deve assicurarsi che lo standard sia sempre come dice lui. E’ un peccato anche per chi li dentro ci mette l’anima. E’ inutile avere una persona che si fa in quattro, se l’altra vanifica i suoi sforzi.

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Voglio aggiungere un rigo per le persone che mi hanno “attaccato” su Facebook, persone che lavorano lì, più i loro amici: potete non essere d’accordo con le mie parole, ma io ci metto la faccia, e il mio nome. Sapete chi sono. E sono vera. Altri non dicono nulla, ma si alzano scontenti e non tornano. Oppure vanno su Tripadvisor e si nascondono dietro nick anonimi, con i quali non riuscite neppure a dialogare.

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Infine: se altre persone parlano di servizio non adeguato, ponetevi il ragionevole dubbio che ci sia qualcosa da migliorare.

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Queste due ragazze sono due amanti del buon cibo e scrivono per passione, ne girano tanti di posti, sono disposte a pagare 1 € in più per un caffè o un cocktail se ne vale la pena.

Questo non lo conosco ma credo abbia centrato il problema…

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3 Commenti on "Ditta Artigianale: bel posto, peccato che…"

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Emanuele
Ospite
Sono stato a fare colazione una mattina alle 10.30. Il locale era pieno. Non sapevo dove sedermi, un bancone farebbe comodo, oltre a me altri volevano bersi un caffè. Intanto mi sono messo a parlare di caffè col barista. Appena si è alzata una coppia c’è stato il toto posto, io sono stato fortunato perché mi sono seduto, peccato che poi mi sono dovuto rialzare per andare al bancone per ordinare (nessuno era venuto da me) e un’altra coppia mi ha rubato il posto. A quel punto mi hanno fatto accomodare nell’altra stanzina, in un angolo vicino al bagno. No… Leggi il resto »
cornflakesboy
Ospite
Intervengo nel dibattito visto che mi sono accorto che sul blog è stata pubblicata anche la mia recensione di tripadvisor. Forse il titolo del pezzo di Nelli era un po’ forte, io non direi che il locale è bocciato, piuttosto che è rimandato a settembre, quando dopo un primo periodo di rodaggio si capirà se le cose sono cambiate. Non posso infatti che trovarmi d’accordo con Nelli visto che su tre visite al locale in ognuna c’è stato un problema con il servizio. Ed è un vero peccato vista la qualità di tutto il resto. E mi rattrista ancor di… Leggi il resto »
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