10 marzo 2016 • Nessun commento

Firenze raccontata tramite Instagram

Musei e monumenti

E’ passato un po’ di tempo da quando ho partecipato all’Instameet organizzato per raccontare la Chiesa e il Museo di Santa Maria Novella. Oggi Instagram è cresciuto e cambiato ancora (leggi quest’altro articolo mio per capire di cosa sto parlando), ma voglio ricordare la bellissima esperienza vissuta con le ragazze di Tuscany Buzz, nonché un gruppetto di bloggers e igers locali, che ho potuto condividere con mio figlio piccolo (vedi in fondo al post). E complimenti a chi ha pensato a questa iniziativa, molto avanti nel tempo!

Cos’è un Instameet? (o in questo caso, come l’hanno ribattezzato, un Buzzmeet)? è un raduno di appassionati di Instagram, il Social Network che ha superato i 400 600 milioni di iscritti a livello mondiale, chiamati anche Igers, che decidono di ritrovarsi e condividere un evento o un luogo, tramite le proprie foto, scattate per lo più con lo smartphone.

buzzmeet03In questi anni ho fatto molti blog tour, e preso parte ad alcuni eventi per giornalisti, e ho notato una certa differenza. Qui il racconto avviene solo per immagini. Poche o nessuna parola. E lo si fa nell’immediato. Ovvero nell’istante in cui si viene colti da un’emozione. Raramente si posticipa la pubblicazione.

ciscopistoCredits Instagram @ciscopisto

La scelta delle inquadrature è insolita: non ci sono le classiche foto cartolina, del tipo la facciata di Leon Battista Alberti o il crocifisso di Brunelleschi, bensì dettagli trascurati dalle masse, o gioci di luci e colori inaspettati.

santa maria novella valinaCredits Instagram @val_ina

Mi ha colpito la grande partecipazione a questo genere di iniziative: il Buzzmeet a Santa Maria Novella era previsto per 25 persone e si sono prenotati in 50, il giorno successivo c’era un altro evento per gli Igers di Firenze e hanno partecipato un centinaio di persone. Ugualmente all’Instameet di ottobre, in occasione del 5° compleanno di Instagram, ci fu un megaraduno!

coisas santa maria novellaCredits Instagram @coisasdejuh

Ho potuto constatare che gli account con più followers spesso sono persone poco appariscenti, un po’ in sordina, che hanno elaborato un proprio stile e/o format.

grazieateblog santamaria novellaCredits Instagram @grazieateblog

In questo ultimo periodo Firenze viene molto raccontata tramite Instagram, penso anche all’innovativo progetto #empty portato al Museo dell’Opera del Duomo: chiudere le porte di un museo e lasciare libero sfogo ad una dozzina di igers molto seguiti (fa piacere che fra tanti nomi stranieri ci fosse il toscanissimo Nicola Carmignani!).

empty duomo instagramCredits Instagram @tizzia

Voglio condividere con voi alcune riflessioni che da un po’ di tempo mi frullano in testa. Visto anche che con questi mezzi io ci lavoro. Ammetto che da blogger e amante di Twitter quale sono, sto cominciando a rivalutare l’uso di questo strumento; all’inizio pensavo fosse una moda e sebbene mi fossi iscritta quasi subito, lo usavo poco. Ultimamente vedo diversi esperimenti di promozione turistica di località o musei, affidati a Instagram, con risultati interessanti. Proprio questo weekend so che ci sarà un evento a Siena. E non mi dispiacciono affatto. Certo, misurare il Roi è difficile, ma a giudicare da quante aziende del settore lusso lo utilizzano, credo proprio possa essere uno degli elementi che compongono il marketing mix online (ovviamente va saputo fare e non si applica a tutti i settori). A proposito di come usarlo, se ve lo siete persi, riguardatevi il video che ho fatto qualche tempo fa.

Concludo questo post con una foto che mi è stata scattata durante il Buzzmeet da Ilaria, una delle due fondatrici, nonchè iger di vecchia data. Sia lei che io eravamo incerte se pubblicarla o meno, poi la foto era così bella che abbiamo optato per il sì. E le sono grata perché ha colto un momento di grande tenerezza con mio figlio, rispettandone la privacy e regalandomi una grande emozione. Immortalata per sempre.

lili76 instagramCredits Instagram Lili76photo

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