21 novembre 2014 • Nessun commento

FRENOPERSCIACALLI al Florian di Firenze

Mostre

Oggi pubblico due post (il secondo nel pomeriggio). Nel primo post un inviato speciale, ovvero un lettore appassionato di arte (e non solo) mi segnala e intervista un artista che espone al Florian di Firenze. Trovo sia una cosa molto interessante tanto più che pare che questo artista sia piuttosto riservato come dice il mio lettore, Andrea Paoletti.

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Ciao Elena, in allegato il testo e le foto della mostra al Florian. Il giovane artista, FRENOPERSCIACALLI, è molto interessante tanto che la direzione del Florian oltre alla mostra a Firenze e poi a Venezia, ha già fatto uscire un catalogo e degli oggetti con i suoi disegni. E’ molto chiuso, non si racconta, anche in catalogo ci sono poche righe quindi l’intervista che mi ha concesso è l’unico testo informativo su di lui.

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E’ stata inaugurata lo scorso giovedì 13 novembre la I° edizione di FLORIAN UNDERGROUND con la mostra “n.n – non noti” dell’artista Frenopersciacalli. Una mostra “underground”, perchè le opere che saranno nelle cantine, non accessibili per motivi di sicurezza, si vedranno attraverso un video. L’idea è quella di accogliere una serie di giovani promesse dell’arte che esporranno prima a Firenze e poi a Venezia nella sede storica di piazza San Marco.

Schermata 11-2456983 alle 10.36.52

Il primo artista, Frenopersciacalli, chi è? Come sono le sue opere? Ecco come mi ha raccontato il suo lavoro in questa intervista:

1) Tieni celato il tuo nome, FRENOPERSCIACALLI è veramente un anagramma o tieni nascosta la tua identità come Banksy?

La firma nasce da un gioco che facevamo con mio padre, studioso di parole, numeri e segni. Trovare il proprio anagramma come a investirsi del proprio nome “indiano”, io ho scoperto “frenopersciacalli” con intima corrispondenza. Poi mi faceva sorridere il fatto di fare qualcosa d’illegale firmandolo comunque con il proprio nome e cognome.

Schermata 11-2456983 alle 10.36.42

2) Sei un tatuatore e usi la pelle altrui come una tela creando “arte da indossare” oppure sei uno street artist e “vesti” la città?

Non mi sento uno street artist. La street art è un’altra cosa da quello che faccio io, c’è chi la fa con molta costanza e da anni si sbatte come un matto per comunicare con la città e travolgere o sconvolgere i suoi abitanti. Io provengo dalla pittura e volentieri mi confronto con un muro. Altre volte dipingo su scarti urbani e, in effetti, li abbandono in strada, come a creare un incidente con un possibile collezionista. Con il tatuaggio mi sto confrontando da poco tempo, sono un allievo, ma mi ha aperto uno spicchio d’arte molto interessante, che in molti sottovalutano per ottusità. E’ un’arte con radici profonde e adesso con artisti di un livello straordinario. Come hai capito non ho mai amato le etichette, sono molto curioso di confrontarmi con nuove tecniche.

3) È evidente che il doppio binario su cui si svolge la tua attività (tattoo e street art) ha molti punti di tangenza, cosa prevale secondo te in questo rapporto biunivoco?

Disegnare.

4) Vedendo i tuoi lavori nei sottopassi cittadini (stazione di Rifredi e alle Cure) o in altre dimensioni nei “paintings” si percepisce sempre un senso d’inquietudine che non disturba ma che, anzi, affascina lo spettatore. Il tuo “fare-Arte” lancia molti segnali diversi e diversificati, qual è il messaggio essenziale che lanci ai fruitori delle tue realizzazioni?

La mia pittura è piuttosto istintiva, non progetto quasi mai un murales. Il timore trapela abbondantemente in questa società, credo sia inevitabile che si riversi nei miei lavori. Nei visi, i volti e le facce ho tutte le scuse per mettermi a dipingere. Sono specchi, cerco di invitare le persone a visitarsi, forse è questo che affascina.

5) Hai fatto alcuni lavori su commissione ed anche partecipazioni pubbliche (Bicycle Film Festival o Florence Tattoo Convention), la mostra al Café Florian pur non essendo una galleria è la prima esposizione in un luogo che si occupa d’arte?

La Florence Tattoo Convention come il Bicycle Film Festival sono manifestazioni che si occupano di Arte. Pedali, pellicole, tattoo e performance mi hanno molto stimolato, vediamo cosa succederà in un Cafè.

6) Trovo interessante l’idea Florian-Underground, perfetta per te, cosa esporrai in cantina?

Ho realizzato 60 opere, visi, non ritratti di ignoti. L’idea è di rappresentare idealmente e con il mio stile persone, NON NOTI, che per oltre 3 secoli hanno gravitato al Florian di Venezia. Dato che libri e documenti si occupano sempre e solo dei personaggi illustri. A Firenze vi sarà un’anteprima e saranno visibili 10 lavori, il catalogo e un video. L’opera completa sarà presentata a Venezia. “Florian-Underground” è un progetto esemplare curato da ottime persone e spero che a Firenze divenga un trampolino per tutti quelli che producono Arte oggi.

Andrea Paoletti © 2014

http://www.artblog.andreapaoletti.com/ 

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