26 dicembre 2013 • Nessun commento

Quelli che le guide..

Vino e degustazioni

A distanza di diverse settimane trovo finalmente il tempo di fare il post su “Quelli che le guide” ovvero un “non evento”-  come lo ha definito il suo organizzatore Guido Ricciarelli – nato 9 anni fa, per far incontrare e confrontare i curatori delle Guide del mondo del vino. Cosa succede se mettiamo allo stesso tavolo tutte le guide più autorevoli del mondo enologico? Ovvero: Bibenda, D’Agata & Comparini, Vini Buoni d’Italia, I Vini di Veronelli, Vini d’Italia (Gambero Rosso), Slow Wine 2014, I vini d’Italia (L’Espresso).
Ecco cosa mi è rimasto di quel pomeriggio lungo, forse un po’ troppo, ma decisamente interessante, presso l’AC hotel di Firenze.

le guide enologiche piu importanti in italia

Non mi era mai capitata un’occasione simile, così quando mi hanno invitata ho accettato con entusiasmo e curiosità, e con l’atteggiamento di cauta osservatrice, che mette per la prima volta piede in un mondo quasi sacro. Durante la serata ci sono stati diversi temi caldi, a cominciare dalle reazioni al post di Daniele Cernilli che in qualche modo critica il ruolo di queste guide oggi, e ne constata il decadimento grafico oltre che contenutistico. Ma oltre a quello, ci sono stati tanti spunti interessanti, uno dei quali a me molto vicino. Andiamo con ordine.

1) Bibenda 2014 – AIS

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Iniziamo dalla prima guida: Bibenda 2014 (ex Duemilavini) presentata dal presidente dell’AIS Antonello Maietta, che arriva per la prima volta a Firenze quest’anno, ma proprio a breve distanza dall’annuncio della “separazione” fra l’Associazione Italiana Sommelier e la guida. Normalmente questa guida veniva spedita altri oltre 35.000 associati iscritti all’AIS. Ma pare che il contratto non sia stato rinnovato. Cosa succederà? forse l’AIS farà una sua guida? Staremo a vedere. In ogni caso questa guida è stata una di quelle più attaccata dall’articolo di Cernilli, quindi ha dato il via alla discussione sul ruolo delle guide oggi: hanno ancora senso di esistere? La guida Bibenda 2014 oltre che di vino si occupa anche parzialmente di ristoranti. I vini più buoni sono premiati con i 5 grappoli.
La guida costa 39 € nella versione cartacea e  8.99 € in digitale.

2) Migliori Vini d’Italia 2014

guida vini d agata e comparini

La seconda guida è quella di Massimo Comparini (presente) e Ian D’agata: Migliori vini d’Italia 2014.Una guida nata 10 anni fa, con un taglio “più emozionale che tecnico”, priva di pubblicità. La grande novità è che è uscita solo in versione ebook! (costo 7.99 €) e da qui è nata un’altra discussione accesa, nella quale mi sento parte in causa. Ovvero è giusto fare solo la versione digitale? c’è mercato per l’editoria online? Esempi fallimentari di applicazioni, anche da parte di grandi gruppi editoriali, sembrerebbe dimostrare il contrario. E’ stato anche citato il caso di Giallo Zafferano che è stato un mezzo flop.

Guide cartacee vs guide digitali

Premesso che c’è un abisso fra una app e un ebook, e sono 2 prodotti completamente diversi con funzioni diversi, avrei voluto alzarmi e spiegare loro che non è il futuro, ma è il presente, se è vero che il 37.7% degli accessi al web oggi avviene tramite mobile (dati Shinystats novembre 2013); ma che non basta fare un’app o un ebook per vendere. Ci vuole innanzitutto una chiarezza di value proposition ovvero qual è il valore aggiunto nella versione online rispetto al cartaceo, o viceversa? nel caso di Giallo Zafferano c’è già il sito online, perché dovrei scaricarmi una app? non ha senso. Diverso il caso di un manuale cartaceo di 300 pagine pesante, che non voglio portarmi dietro in enoteca. Ma deve essere graficamente piacevole, usabile, semplice, interattivo per compensare l’abbandono della guida cartacea. Avere la versione digitale mi risulta comoda, ma il cartaceo ha il suo fascino e sempre lo avrà. Ma il punto cruciale è che poi ci vuole un piano di promozione adeguato. Google stesso per il suo store Google Play ha recentemente rivelato che bisogna ottimizzare le app, presentarle, recensirle.. insomma fare in modo che siano visibili per l’utente. Altrimenti il rischio – come nel caso di Comprini & D’agata – è che quell’ebook non sia trovato. Ho provato a cercarlo nei principali store online, non esce! bisogna digitare l’isbn per trovarlo. Follia. Probabilmente, e in questo mi scontro ogni giorno nel mio lavoro, le grandi casi editrici ne sanno poco di SEO, SEA e posizionamento nel mondo del mobile. Detto questo, andiamo avanti.

3) Vini Buoni d’Italia – TCI

vini buoni d italia tci

La terza guida rappresentata da Mario Busso è “Vini Buoni d’Italia” di Busso e Luigi Cremona, editore Touring Club Italiano. Nata 11 anni fa, è diversa dalle altre perché presenta solo vini da vitigni autoctoni. Fu voluta perché in quel momento, c’era un po’ la tendenza a uniformare il paesaggio vitivinicolo italiano, quasi una moda nel voler seguire vini internazionali come Merlot, Cabernet, Chardonnay. L’Italia stava perdendo la sua varietà di produzione enologica e quindi si è voluto in qualche modo “difendere” o premiare quelli che mantenevano i vitigni autoctoni. Oggi forse questo è un limite, è una riflessione che i curatori della guida si fanno da tempo. I vini più buoni sono premiati con le corone. Il costo della guida è di 18.70 €.

Perché la Francia va più forte di noi, nel turismo enologico

E qui scatta un’altra discussione: Busso a un certo punto si meraviglia del numero di enoturisti in Francia, doppio degli italiani. Non lo sarebbe, se avesse assistito alla presentazione dei dati portati da Google Italia nel 2008 alla BTO dove, dati alla mano, era evidente che l’Italia si perde ogni anno 13 milioni di turisti che cercano informazioni sull’Italia e non ne trovano e vanno di conseguenza in Francia, Spagna e Grecia. Che vuol dire? vuol dire che cercano info sul web a proposito di itinerari, eventi, realtà sul territorio.. ma le aziende italiani sono incapaci di produrre questi contenuti, soprattutto nelle varie lingue e nel momento giusto, e quindi i turisti di tutto il mondo, desiderosi di venire in Italia, si convincono che qui ci sia poco e niente. Qualche esempio? il 12 dicembre ho fatto una ricerca su Google per sapere cosa c’è a Capodanno ad Arezzo o a Siena (per farne un post in inglese per un blog turistico) e non ho trovato niente. Perchè ancora non è uscito un comunicato ufficiale. E’ già tardi! Come turista mi convinco che non ci sarà niente e prenoto altrove. Nel mondo del vino la situazione è anche peggiore: dopo il congresso AIS ho visitato tutti i siti internet delle aziende da me degustate alla Leopolda. La maggior parte introvabile, contenuti carenti, siti in flash (non accessibili dal mondo iPad e iPhone), presidi sparuti sui social networks, ecc. Non sono stata abbastanza convincente? alla BTO di quest’anno Google è tornato con una ricerca europea di tutto rispetto, dove dice che l’Italia è cercata da tutto il mondo nei settore fashion, food, travel.. (Made in Italy è il 3 brand più famoso al mondo) ma ciò che si trova online non è soddisfacente. I contenuti carenti impattano sulla search. Ecco allora che a livello europeo l’Italia è percepita/trovata come destinazione culturale dopo la Grecia e la Spagna!!! Ulteriore conferma durante il pomeriggio a questo evento delle guide: a twittare eravamo solo in 3 e non ho visto famosi wine blogger, ad eccezione di Andrea Gori.

La Francia da sempre ha una cultura non (solo) nel vino, ma nel marketing. Sa come si fa promozione e comunicazione. Avete ancora dubbi? visitate il negozio Laduree appena aperto in via della Vigna (inaugurazione ufficiale il 17 dicembre): ogni dettaglio è curato per far vivere una esperienza d’acquisto di alto livello, e stiamo parlando di macarons. Se penso alle tante pasticcerie fiorentine con commesse non adeguate, luci non adeguate, packaging non adeguato, prive di un sito, una pagina facebook, wi-fi, ecc.

4) I vini di Veronelli 2014

i vini di veronelli 2014La quarta guida “I vini di Veronelli” è presentata da Daniel Thomas, un vero protagonista di questo settore, dal momento che scrive di vino da ben 25 anni (dal 1997 al 2004 ha lavorato con Veronelli stesso). Col suo italiano con accento straniero e con la sua simpatia ci ha raccontato alcune cose, ad esempio il fatto che – stando a quanto dice l’enoteca Pinchiorri – i vini spagnoli sono morti (non li vuole nessuno), o ancora se la prende con la psicosi da solforosa degli ultimi tempi. Per lui il problema non si pone: i grandi vini hanno quantità davvero basse di solfiti. La guida, giunta alla 26esima edizione, ruota intorno alla figura di Luigi Veronelli, che negli anni ’50 girò in lungo e largo l’Italia del dopoguerra, per mappare e degustare le tipicità del territorio.  Una curiosità: sul contributo richiesto alle aziende (trovate in rete dei post un po’ polemici), sappiate che la guida rende i soldi se l’azienda non viene inserita. I vini più buoni sono premiati con 3 stelle. Costo della guida: 32 €.

5) Vini d’Italia – Gambero Rosso

guida gambero rosso vini d italia 2014

La quinta guida è Vini d’Italia del Gambero Rosso, presentata dal vice curatore Giuseppe Carrus che fra le altre cose è tornato in Sardegna per inaugurare a Cagliari un Concept Store (Cucina.eat). Si rivela uno dei più vispi dal punto di vista del web (twitta tutto il tempo). Fra gli argomenti trattati evidenzia come stiano crescendo le aziende enologiche che lavorano bene: oggi si riescono a trovare vini buoni anche a una fascia di prezzo bassa: si possono avere i 3 bicchieri sotto i 15 € e chi vuole spendere magari 5 o 6 € per una bottiglia può comunque assaggiare un vino da 2 bicchieri.. E’ felice di constatare un innalzamento della qualità generale dei vini. In guida quest’anno ci sono ben 50 new entry. I vini più buoni vengono premiati con i 3 bicchieri. La guida costa 25.50 €.

6) Slow Wine 2014 – Storie di vita, vigne, vini in Italia

guida slow food vini

La sesta guida è di Slow Food e viene presentata da Fabio Giavedoni che ha una visione più rosea e ottimista rispetto ai colleghi. Intanto ammette di essere fortunato, perché grazie alla guida visita posti meravigliosi. Come tematica affronta la questione dell’invecchiamento della popolazione genetica delle vigne. La ricerca viene fatta dai singoli produttori, anziché dalle università o dallo Stato! Rispetto alle altre guide, lo si intuisce anche dal titolo, è diversa: cerca di raccontare storie, non dare solo un voto. Il costo è di 24 €.

7) I vini d’Italia – Le guide dell’Espresso

guida i vini d italia espresso

La settima guida presentata è quella dell’Espresso: I vini d’Italia, giunta alla 12esima edizione. Sul palco Giancarlo Gravina che evidenzia come siano aumentate le pubblicazioni sul vino negli ultimi anni, e si augura che l’Italia riesca a recuperare il GAP con la Francia. Si sofferma anche sul problema della coscienza critica di chi ci scrive. Forse oggi dovremmo ripensare la modalità del giudizio di gusto. C’è questo feticcio dell’ortodossia grammaticale sulle degustazioni, mentre il mondo del vino è qualcosa in movimento. Constata anche che è cresciuta la qualità media del vino italiano (nella guida infatti c’è una sezione per i vini buoni sotto i 15 €). Costo della guida:
Su questa guida e sulle guide del vino in generale, suggerisco di leggere questo bel post dal blog L’acquabona..

Finita la carrellata dei relatori delle varie guide la serata prende una piega diversa. Ovvero si cercano di individuare le eccellenze, quei vini premiati da tutte le varie guide. Ci sono alcuni vini premiati da quasi tutte le guide, ma c’è solo un vino premiato da tutte e 7 le guide con il massimo del punteggio: Primitivo di Manduria Es 2011, Gianfranco Fino. Assente per motivi personali, lo avevo già “rincorso” al recente congresso AIS alla Leopolda.

vino piu premiato in Italia

Poi ci sono stati 4 vini pluripremiati, da 6 guide su 7 :

– Brunello di Montalcino Biondi Santi 2007
– Brunello di Montalcino Riserva 2007 Poggio di Sotto Colle Massari
– Toscana Rosso Cepparello 2010 Isole e Olena
– Bolgheri Rosso Superiore Sassicaia 2010 Tenuta San Guido

E questi invece i vini premiati da 5 guide:

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A livello di gruppo, il vincitore è Antinori con ben 9 vini al top.

Un premio speciale è stato consegnato a Luca Roagna, per la visita dell’anno alla cantina storica di Barbaresco.

premiazione roagna

Dopo tanto parlare, finalmente ci siamo alzati e accomodati al buffet. Buono il riso preparato dal Convivium, ma ciò che attirava l’attenzione era il ricco tavolo di bottiglie. Nomi importanti vicino a nuove promesse erano lì in bella mostra, pronte per l’assaggio. Valeva la pena aspettare tutte quelle ore!

Qui vediamo una sommelier FISAR mentre versa il famoso ES

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Qui invece una serie di bottiglie che non necessitano di troppe presentazioni…

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E per finire in bellezza il top dei passiti e vinsanti:20131213-084958.jpg

Se volete leggere altri articoli su questo pomeriggio, date un’occhiata al post di Andrea Gori su Intravino, che devo ringraziare per l’invito.

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