24 febbraio 2013 • Nessun commento

Il Santo Graal: fra tradizione e innovazione

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Qualche sera fa sono stata invitata dall’Accademia Italiana della Cucina, fondata niente meno che nel 1953, a partecipare a una cena al Santo Gral (detto così mi rendo conto suona molto altisonante) per parlare un po’ di blog e web 2.0 e dal momento che non ci ero mai stata, ristorante che ha aperto da 15 mesi, ne approfitto per postare la recensione.

Appena entrata, riconosco una faccia familiare: il simpatico Federico Fametti, ex maitre dell’Ora d’Aria. Ne avevo parlato nella mia recensione: se lo incontri una volta non te lo scordi, e a quanto pare neppure lui si è scordato di me e del mio blog! Trovo che questa collocazione gli sia più congeniale.

saletta ristorante

L’ambiente è molto bello e non deve sorprendere dal momento che il proprietario è un architetto. Ha riportato a pietra tutte le pareti, arricchendole con luci studiate ad hoc, dettagli (anche sotto il pavimento) e sedie belle quanto comode (finalmente!). Ma ovviamente se si mangiasse male, chi se ne frega dell’ambiente, no? Quindi procedo con la descrizione della cena.

simone cipriani

C’era un menù concordato, ma sono tutte cose presenti normalmente nel menù (tranne i pomodori che non è stagione, ma li hanno richiesti) che si divide in “tradizione” e “innovazione”. Lo chef Simone Cipriani, oltre a essere piuttosto belloccio (ma molto timido), vanta esperienze in ristoranti importanti, nonostante la giovane età. Molti dei suoi piatti nascondono una lavorazione non comune, che parte però da ingredienti il più possibile di stagione. Il concetto è quello della bistronomie francese: cucina di alto livello ma a prezzi più abbordabili.

Dopo un boccone che non ho fatto in tempo a segnare, abbiamo ricevuto come antipasto un delicato flan di cavolfiore su crema di acciughe e purea di fagioli. Buono.

flan cavolfiori

Il primo primo era la “pasta al pomodoro nel 2012“, ovvero la rivisitazione di un piatto tradizionale, la cui preparazione è tutt’altro che semplice. Quando arriva il piatto si rimane un po’ sorpresi, perchè all’apparenza sembra non ci sia neppure il pomodoro! in realtà c’è, e vi spiegano come fanno a farlo. Il sapore era molto buono.

pasta al pomodoro

A seguire il risotto salsiccia e arancia, il cui sapore era squisito. Bellissimo il piatto che non ho potuto fare a meno di accarezzare. Qualcuno discuteva sull’eccessiva cottura del riso, ma a me piaciuto molto. Il sapore dell’arancia contrastava bene con la salsiccia e sopra c’era una salsina favolosa. Andando contro-corrente forse ai miei commensali, è stato il mio piatto preferito.

risotto arancia e salsiccia

Al mio tavolo sedevano il critico gastronomico Aldo Fiordelli e il giornalista della Nazione Paolo Pellegrini, che hanno mosso qualche lieve critica su qualche piatto, che magari non era sufficientemente “contrastato” o della corretta consistenza, ma io non arrivo a questo livello di giudizio!

pollo arrosto

Poi è arrivato il “pollo arrosto nel 2013“: ovvero un pollo che viene disossato, marinato, messo in pressa, cotto a bassa temperatura in padella e poi in forno. Arriva nel piatto con l’aspetto di una mattonella, sopra un ponte di patate. Buono.

semifreddo cantucci e vinsanto

Quello che ho veramente gradito è stato il semifreddo ai cantucci con crema di vinsanto.

In abbinamento: un vino che ho scoperto alla Gastronomia Galanti: Etna Rosso 2010 Girolamo Rosso, che si distingue molto dai rossi siciliani (lo produce un diplomato in pianoforte, appassionato di agricoltura biologica!) e a seguire Langhe Nebbiolo 2010 dai Produttori di Barbaresco.

A vedere questi piatti uno penserebbe di spendere chissà quanto, invece sono in linea con tanti altri ristoranti: i secondi costano sui 12-16 €, i primi 12-14 €. Un menù degustazione completo 5 portate viene 40 €.

Perché questo nome? il ristorante è ricavato da un’antica bottega – il proprietario ci tiene a mantenere il legame con le botteghe artigiane della zona, infatti ne espone alcune opere – durante i lavori è stata ritrovata una mezza coppa e da lì è venuto fuori il Graal!

Ristorante Santo Graal

Via Romana 70r  Firenze (più o meno all’altezza dell’apertura del Giardino di Boboli, dopo la pensione Annalena)

tel. 055 228 6533

http://www.ristorantesantograal.it/

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