23 luglio 2013 • Nessun commento

Incontro con Terry Gilliam

Cinema

Oggi ospito un altro guest post, scritto dal mio amico Roberto, regista di teatro e attore. Negli ultimi anni Roberto ha portato in scena gli sketch dei Monty Python, percio’ quando ha saputo che uno dei membri di quel mitico team sarebbe venuto a Fiesole, non ha perso l’occasione di andare a conoscerlo.
Non ha mai scritto sul mio blog, ed era molto emozionato all’idea di postare qui. Ma dal momento che ha potuto incontrare un suo “idolo” ci teneva a condividere questa emozione con i lettori di Io Amo Firenze. Lascio spazio alle sue parole.

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E’ difficile per me raccontare in poche righe un incontro “insolito” come quello di lunedì 15 luglio a Fiesole. Mentre Firenze esplodeva di gioia nell’accogliere Mario Gomez come nuovo beniamino nelle sue future domeniche calcistiche, io mi trovavo di fronte ad un arzillo settantenne (nato negli Stati Uniti, ma abiurata la cittadinanza per diventare un suddito del Regno Unito. E come tutti gli inglesi che si rispettino, amante dell’Italia e infatti residente nella campagna umbra), un po’ logoro dall’eta, ma con due occhietti furbi e un sorriso gentile.

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Il gentleman rispondeva al nome di Terry Gilliam, famoso regista cinematografico ed ex membro di uno dei più conosciuti gruppi comici al mondo: i Monty Python. Terry era a Fiesole durante il “Premio Fiesole per i maestri del cinema” organizzato dal giornalista Giovanni Maria Rossi, per ricevere il premio a una carriera piena di successi, ma anche di cocenti delusioni.
La prima cosa che mi ha colpito è stata la sua spontaneità: chiunque gli chiedesse un autografo con dedica, una fotografia, una risposta a una sua domanda, riceveva una disponibilità sincera. L’incontro doveva iniziare alle 18:30, ma è partito con 30 minuti di ritardo proprio perché si attardava a chiacchierare con le persone che lo fermavano, fossero stati fan o semplici curiosi.

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Durante la premiazione-intervista durata più di un’ora e mezza, gli sono state rivolte diverse domande. Per chi non lo conoscesse, anticipo che prima di diventare regista e attore, Terry era un disegnatore dalla fantasia fervida e pazzoide, immortalata ad esempio nelle animazioni che facevano da collante agli sketch del Monty Python Flying Circus.

Dico questo, perché una delle prime domande riguardava l’argomento dell’animazione e su quale sia il suo rapporto da una parte con l’animazione, i disegni, i trucchi e dall’altra con i film e la tecnologia digitale, il regista ha risposto: “E’ un passaggio che ho fatto con grande naturalezza. E’ una cosa molto pratica: se ho un’idea la disegno, ne parlo con altri e poi trovo il modo di realizzarla. Non c’è niente di magico, al contrario è un lavoro molto duro e noioso. Secondo me per fare i film bisogna imparare a fare tutti i mestieri del cinema, dal tecnico delle luci al disegnatore e al montatore. A chi vuole fare il regista, il mio consiglio è: prima bisogna imparare a fare tutti i mestieri per poi sapere come fare a dirigere”.

terry gilliam a firenze
Riguardo al suo rapporto con le Major hollywoodiane ha detto: “Quello che mi sorprende è che il sistema sembra avere paura delle idee innovative, quindi succede che i film veramente interessanti si vedono solo ai festival o nei cinema di quartiere, che non hanno problemi di fare i grandi incassi. Voglio incoraggiare i giovani a dirigere i propri film esattamente come li vogliono: per fare dei bei film bisogna essere posseduti da un’idea, altrimenti diventa impossibile realizzarli. Purtroppo sembra che l’industria si interessi solo alle idee mediocri, ma sicure dal punto di vista commerciale”.

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Il regista ha parlato della razionalità e dell’irrazionalità. “Negli ultimi venti anni hanno avuto molto successo dei banchieri, persone molto razionali, ma il risultato è che oggi siamo in piena crisi. Credo sia arrivato il momento di rivalutare il fatto di essere ridicoli, il divertimento, la gioia, in altre parola l’irrazionalità. E’ possibile essere molto irrazionali e molto intelligenti”.
Una ragazza gli ha chiesto cosa pensa di internet e lui senza tirarsi indietro: “Internet è molto pericoloso, onnipotente e ci sta ipnotizzando. Ci fa credere che stiamo comunicando quando in realtà non è così. Penso che siamo in questo mondo dove le informazioni viaggiano velocissime, le persone si scambiano foto di quello che hanno mangiato un’ora fa, oppure le foto del vicino, o stupidaggini simili. Penso invece che siano molto più interessanti le persone che non comunicano, che se ne stanno da sole per capire chi sono, piuttosto che pensare a queste forme di comunicazione. Questo è uno dei temi trattati nel mio ultimo film (…), che verrà proiettato nei migliori cinema”, ha concluso ridendo.

terry gilliam
Alla fine dell’incontro si è sottoposto a un’altra tornata di autografi e fotografie per poi dirigersi verso l’albergo per prepararsi alla premiazione vera e propria che si sarebbe svolta di lì a poco. E devo ammettere che mentre saliva lentamente le gradinate dell’anfiteatro, per un momento non era solo quel genio autore di pellicole come Brazil e Il barone di Munchausen. Colui che ha lavorato con attori del calibro di Johnny Depp o l’amico di George Harrison, ma semplicemente un uomo non più giovincello un po’ affatticato dagli anni, insomma: un semplice essere umano.

jena valentine

Fra l’altro i Monty Phyton e un loro celebre sketch sono i responsabili della definzione di SPAM oggi tanto usata nel web.

Vi ricordo che in questi giorni potete vedere molti dei suoi film gratis in piazza Santissima Annunziata.

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