7 maggio 2013 • 8 commenti

Io Amo Londra

Io

Sì lo so che il blog di viaggi è un altro (e infatti di là troverete nei prossimi giorni i dettagli del mio viaggio a Londra) ma ci tenevo a scrivere qualcosa anche qui, per due motivi. Primo, perchè per una volta che parto dall’Aeroporto di Firenze ho qualche informazione utile da dare ai fiorentini (lo sapevate che per arrivare a Peretola con i mezzi pubblici esiste un’alternativa all’aerobus dell’Ataf?), e secondo per le ovvie, ma non per forza polemiche, considerazioni di confronto fra Firenze e Londra.

Sono stata a Londra come “inviata” della Vueling, che ha deciso di aprire la tratta Firenze-Londra nel marzo di quest’anno e vi dico che, per una volta, volare da casa e non dover andare fino a Pisa, è stato molto comodo. Senza contare il risparmio di tempo. Per quanto riguarda i soldi, non lo so se fra treni e navette varie, la differenza sia così sostanziale…

Andare a Londra, partendo da Firenze

In ogni caso il primo problema che mi si poneva era: come arrivare a Peretola? In auto? il parcheggio dell’Aeroporto è caro, ho letto su Internet che ci sono dei parcheggi non lontani a prezzi più ragionevoli, con la navetta gratuita. Ma la mia idea era quella di andare in autobus. Prima possibilità: “Volainbus”, ovvero il bus navetta ufficiale dell’ATAF che dalla Stazione arriva fino all’aereoporto. Costo 6 € a viaggio. Mica poco. In due conviene il taxi.

fermata bus

Possibile non ci siano autobus normali? cercando accuratamente su Internet mi imbatto in questo sito della Cap che, parlando delle fermate per i disabili, mostra una linea extraurbana Firenze – Prato, che si ferma per l’appunto a Peretola. Scrivo all’URP e gentilmente mi rispondono confermandomi che con un biglietto da 1.20 € posso raggiungere la mia fermata desiderata. Frequenza di passaggio: ogni 15 minuti! (Volainbus è ogni 30). Ne approfitto per chiedere se ci sono fermate intermedie – per evitare di dover andare fino alla stazione a prendere l’autobus – e mi indicano una fermata a metà di viale Baracca, dove c’è il McDonald. Qualche giorno dopo, faccio un sopralluogo e scopro che in corrispondenza della fermata c’è una scuola, un giardinetto e un meraviglioso parcheggio non a pagamento. Il giorno della partenza ho lasciato lì la macchina, ho aspettato 5 minuti e in pochi minuti sono arrivata a destinazione. Una cosa buffa è che non ho preso la CAP ma un’altra compagnia, e facendo il biglietto a bordo me lo hanno fatto pagare 2.50 € (misteri!). Unico neo: mi sono dimenticata di controllare il ritorno. Non sono riuscita a trovare la fermata da Peretola verso il centro, ma mi sono adattata. Seguendo i numerosi passeggeri che si avviavano a piedi verso Firenze – sfidando la morte, ovvero attraversando la parte finale del raccordo autostradale (ma cosa aspettano a metterci un attraversamento pedonale? magari un semaforo.. ) – piò o meno in corrispondenza alla statua di Botero, mi sono ritrovata in pochi passi in via Baracca. Da lì un comodo autobus n.30 mi ha riportato alla mia macchina (se vi interessa il 30 porta in Stazione!). Sempre per 1.20 €.

Concludendo: per i turisti, soprattutto stranieri, la vedo dura, e lo sconsiglierei a persone anziane o che hanno problemi motori, ma per una famiglia o una coppia smart, che vuole risparmiare i 24 € (in due persone) o 48 € (in 4 persone) del tragitto, puo’ essere un’alternativa.

Londra

london view from the shard

Per quanto riguarda Londra: sarebbe facile dire cosa funziona meglio rispetto a noi, quanto i trasporti siano favolosi (da Heathrow si raggiunge il centro di Londra in metropolitana!); quanto sia diffuso e capillare il bike sharing, voluto così tanto dal sindaco di Londra, Boris Johnson, che i londinesi le chiamano “le bici di Boris”; quanto la città sia in perenne evoluzione (ogni anno viene tirato sù un nuovo grattacielo o risistemato un quartiere…).

london city

Ma capisco bene che non si possano fare confronti tra una metropoli cosmopolita – dove 2 uomini abbracciati per strada non destano nessun scalpore – e una città italiana di modeste dimensioni, ferma al Rinascimento. Però qualche spunto voglio buttarlo lì, perchè a volte i cambiamenti li possiamo creare anche noi, senza aspettare che piovano risorse e idee dall’alto. E a volte il vivere bene, si vede anche dalle piccole cose.

Ristoranti e bar

Quanti ristoranti e bar ho visto con in vetrina gli adesivi (o scritto con i gessetti) “Share to our Facebook”Tweet to us“. Entri e un cartello ti comunica la password per il Wi-Fi, senza che tu la debba chiedere. Poi magari sotto ti avvisano di avere buon senso e non occupare per tutto il giorno il tavolo, ma intanto ti offrono la possibilità di navigare liberamente (e informarti, oppure condividere quello che stai facendo). E, sempre su un tavolo, a disposizione dei clienti, una brocca d’acqua da cui servirsi liberamente (a Firenze l’unico posto dove ho visto questa cosa è alla Prosciutteria in via de’ Neri). Della serie Internet e acqua sono 2 cose che non possiamo far pagare!!!

wi fi

Altra cosa che mi piace è che la possibilità di condividere un piatto (to share) sia una prassi comune e non ti guardano storto se ordini una cosa in due.

Musei

Tralasciando che i musei sono spesso gratuiti, e il venerdì sera magari ti organizzano l’aperitivo (non con i bicchieri di plastica come da noi, ma con i calici di vetro, che a fine serata il catering si riporta via..), sono rimasta impressionata dalla National Gallery. Al piano inferiore, dopo i bagni c’è un bar. Ti prendi un caffè o un cappuccino e ti siedi su comodi divanetti davanti a dei pc con caricati tutti i quadri del museo, la storia, la collocazione, le informazioni artistiche. Ti studi il percorso e magari te lo stampi. Fantascienza per noi.

national gallery

Il verde pubblico

Appena spunta il sole, la gente si siede sull’erba. Giovani e meno giovani, persone eleganti e persone sportive. Sono tutti amanti del verde. Nei parchi è normale trovare persone distese o sedute a leggere, mangiarsi un panino in pausa pranzo, o semplicemente a chiaccherare. Se giro per qualche parco o giardino a Firenze, vedo solo turisti, studenti ed extracomunitari che si siedono per terra. Mi domando: quand’è che abbiamo perso il contatto con la natura?

giardinetto

Potrei continuare ancora con una sfilza di cose che scadrebbero in luoghi comuni (gli italiani all’estero che cercano l’espresso o si fiondano all’Hard Rock Cafè o da McDonald, senza neppure accorgersi del Gourmet Burger Kitchen di fianco), e sono consapevole che fuori dal mondo dorato del centro storico, Londra presenta un conto salato. I barboni sparsi sotto i ponti sono uno dei segnali che la City non è poi così accogliente per tutti. Ma mi fermo qui.

Amo vivere nella mia città, ma ogni tanto andare in altre città con culture, cibi, mentalità differenti fa bene. Fa riflettere.

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8 Commenti on "Io Amo Londra"

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Sabino
Ospite

uguale ad alcuni posti, qui da noi, dove ti vietano di far foto . . .
😉

aledaprato
Ospite

Ma come Nelli, hai anche un altro blog sui viaggi e non ne sapevo niente ?
Ma non potresti pubblicizzarli un pò di più, almeno per i più rincoglioniti come me ?

Alex
Ospite
Ciao, visto che sono di Prato e quindi preso nel pieno della polemica contro la nuova pista di Peretola ma anche un aero-viaggiatore frequente posso afermare senza ombra di dubbio che “W Peretola sempre” che è supercomodo per viaggiare verso qualsiasi parte del mondo. Il Galilei è TROPPO fuori mano e TROPPO mal-connesso al resto della Toscana per risultare comodo e conveniente. Volevo aggiungere a beneficio dei lettori che tutti gli aeroporti di Londra sono connessi con la città in modo esemplare, non solo Heatrow ma anche Gatwick, Stansed, London City e Luton anche se quest’ultimo è veramente troppo lontano… Leggi il resto »
manuel
Ospite

Incuriosito dal tuo racconto ho provato a fare un preventivo…..inzio settembre in 4 persone vola A/R circa 1600€
….con la famosa compagnia low cost da Pisa meno di 500€…no comment!

manu

lore
Ospite

fanno bene a non far pagare i musei,…..hanno depredato in tutto il mondo…

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