6 maggio 2016 • Nessun commento

Jan Fabre a Firenze

Mostre

Chi è stato in centro di recente, non potrà non aver notato la grande tartaruga dorata di Jan Fabre, nonché la sua eclettica performance – si è fatto legare e ha strisciato per terra “come un verme” in mezzo ai capolavori di piazza Signoria – in grado di attirare le consuete polemiche, inevitabili quando a Firenze arriva un artista un po’ fuori dagli schemi.

jan fabre firenzeCiò che abbiamo visto in piazza Signoria è l’anteprima della mostra Spiritual Guards, dell’artista belga Jan Fabre, che si snoda in vari punti della città.

Con l’occasione anche Forte Belvedere riapre le porte all’arte contemporanea. Il 14 maggio, aprirà la mostra con circa 60 opere, in bronzo e cera, oltre a una serie di film incentrati su alcune storiche performance dell’artista. In totale, fra il Forte e il centro città, sono esposte oltre un centinaio di opere, realizzate in quasi 40 anni di attività.

tartaruga oroCredits Andrea Paoletti http://www.artblog.andreapaoletti.com/

L’anteprima, dicevo, l’abbiamo avuta la mattina del 15 aprile – io l’ho vissuta live tramite Twitter e Instagram – quando due sculture in bronzo sono arrivate in Piazza Signoria. Come commentato dal nostro sindaco, la cosa ha attirato curiosi e selfie a go go.

jan fabre tartaruga foto

La prima opera si chiama “Searching for Utopia“, ovvero la tartaruga over size cavalcata da un Jan Fabre in miniatura, anteposta alla statua di Cosimo I a cavallo.

La seconda opera, che si chiama”The man who measures the clouds (American version, 18 years older)“, ha trovato posto sull’Arengario di Palazzo Vecchio, di fianco alla copia del David di Michelangelo.jan fabre

Credits Twitter @meridiano307

In entrambe le opere si cela l’autoritratto dell’artista, nella doppia veste di cavaliere e guardiano, come tramite tra terra e cielo, tra forze naturali e dello spirito.

tartaruga jan fabre piazza signoriaCredits Instagram @Coisasdejuh

Il senso? Secondo il comunicato ufficiale “ad una storia dell’arte che si è messa anche a disposizione del potere politico ed economico – come quella di Piazza Signoria con i suoi giganti di marmo (David, Ercole, Nettuno) e con le sue rappresentazioni bibliche, mitologiche o del genius loci (Giuditta, Perseo, Marzocco) – Jan Fabre oppone un’arte che vuole rappresentare e incarnare il potere dell’immaginazione, la missione dell’artista come “spiritual guard”.

Ci sono alcune opere anche dentro Palazzo Vecchio, tra cui un grande mappamondo – oltre 2 metri e mezzo di diametro! – rivestito interamente di scarabei dal carapace cangiante (ma sono animali veri? boh!).

mappamondo scarabei jan fabreNotare il parallelismo con la Sala delle Carte Geografiche, dove si trova un grande mappamondo del 1581, realizzato dal frate domenicano Ignazio Danti.

Perché Jan Fabre ha usato gli scarabei? Simbolicamente sono animali che rappresentano la metamorfosi (vi dice niente Kafka?), ma in molte religioni e culture più antiche, come gli egizi, testimoniano il passaggio fra la vita terrena e l’aldilà.

jan fabre mappamondo scarabeiAllo stesso tempo possiedono una bellissima corazza che mette in luce drammaticamente la vulnerabilità di quel corpo “regale”. E così anche Jan Fabre, che si definisce, vive e si esprime come cavaliere della disperazione e guerriero della bellezza, si spoglia e si veste delle sue armi dispiegando nel luogo più alto di Firenze il suo esercito vestito di armature lucenti e cangianti.

Nelle foto ufficiali ho visto anche un’opera, a mio gusto raccapricciante, con un teschio, sempre coperto da scarabei, che si mangia uno scoiattolo vero (impagliato).

La mostra al Forte Belvedere inaugura il 14 maggio e terminerà il 2 ottobre 2016.
La bella notizia è che la mostra al Forte Belvedere è gratuita!

Ingresso libero tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30.

Una curiosità: Jan Fabre era già stato a Firenze, e due sue opere fanno parte della Collezione degli Uffizi.

 

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