10 settembre 2012 • Nessun commento

La mostra di Marilyn Monroe al Museo Ferragamo

Musei e monumenti

Durante una calda domenica di inizio settembre, ho deciso di vedere la mostra su Marilyn Monroe ospitata dal Museo Ferragamo.

Nel 2012 sono esattamente 50 anni che Marilyn è morta (morì a 36 anni nella notte fra il 4 e il 5 Agosto del 1962) e ci sono diversi eventi per ricordare quella che è stata probabilmente la bionda più famosa della storia del cinema, oltre a un’icona di stile e sensualità. A Firenze c’è una piccola mostra fotografica dentro l’Art Gallery, uno degli hotel di Ferragamo, e quella più estesa appunto al Museo di Ferragamo, che ha realizzato le scarpe di molte dive di Hollywood.

Io ho una passione per Marilyn Monroe fin da ragazzina, oltre ad aver visto tutti i suoi film e letto vari libri, ho anche una biografia che aveva addirittura in allegato un’audiocassetta (!) con le sue splendide canzoni.
Quest’estate mi sono letta invece “Una settimana con Marilyn” di Colin Clark, dal quale hanno tratto il film con Michelle Williams (che ha una somiglianza davvero impressionante), talmente convincente da sfiorare un Oscar.

In piazzetta Antinori, nel maestoso palazzo Palazzo Spini Feroni, c’è l’entrata del museo Salvatore Ferragamo. Si scende sottoterra, e si entra in una saletta dove sono esposte varie scarpe realizzate dal celebre stilista fiorentino (un modello per Sofia Loren, uno per la Hepburn..). Ti fermi ad ammirare un ankle boot identico ai modelli proposti nell’ultimo numero di Glamour con le novità dell’autunno/inverno, e non puoi fare a meno di notare che l’anno di realizzazione è il 1938! Guardi un sandalo multicolor con la zeppa degno dei migliori anni Settanta, che invece è degli anni ’40. E lì capisci perchè le scarpe di Ferragamo hanno fatto storia. Oltre a essere fatte a mano, con i migliori tessuti, pellami, cristalli, e con una grande cura nei dettagli, le sue scarpe sono eterne: il talento di questo uomo geniale era talmente innovativo, che i suoi modelli non passano mai di moda.

Veniamo alla mostra di Marilyn. Si comincia con una saletta zeppa di foto e video dove si capisce quanto è stata fotografata, seguita, immortalata, amata sia dalla stampa che dalla gente comune, come il famoso viaggio in Corea mentre era in viaggio di nozze con Joe di Maggio.

La seconda stanza è una carrellata di fotografie, che accompagna le decollete che Salvatore Ferragamo le ha realizzato: piccole (la Monroe calzava una taglia 36!), con tacco a spillo, di tanti colori e materiali. Ma tutte sarebbero ancora perfettamente attuali.

Dall’altra parte della stanza una serie di quadri e statue (persino uno dei prigioni di Michelangelo e una statua proveniente dal Victoria e Albert Museum!) svelano come certe pose della diva fossero ispirate all’arte rinascimentale italiana (della quale pare lei fosse un’appassionata, a giudicare dal bloc notes esposto). Su una parete una sorta di fotomontaggio mostra come una delle foto più belle sia una ricomposizione della Venere del Botticelli!

La terza sala è la più bella. Se siete un/a fan di Marilyn preparatevi a passarci un bel po’ di tempo. Una sorta di anfiteatro raccoglie tutti gli abiti più belli resi famosi dai suoi film. Il primo ad attirare l’attenzione è il bellissimo vestito rosa shocking che indossava in  “How to marry a millionaire” (“Come sposare un milionario”) mentre canta “Diamonds are a girl’s best friend“, poi copiato da Madonna in “Material Girl”. I lunghi guanti sono un po’ sciupati, ma l’enorme fiocco è ancora intatto.

C’è il costume verde di “Bus stop” (“Fermata d’autobus”), il “cherry dress”, ovvero l’abito con le ciliege indossato durante “The misfits” (“Gli spostati”) con il fascinoso Clark Gable, la vestaglia di “The Prince and the Showgirl” (“Il principe e la ballerina”) con Laurence Olivier, attore lontano anni luce dalla Hollywood anni Cinquanta.
E tanti altri.

Sono tutti originali, ad eccezione del vestito più famoso della storia del cinema: ovvero l’abitino bianco che svolazzava in “The Seven Year Itch” (“Quando la moglie è in vacanza”), talmente osè ai tempi, da richiedere di far girare la scena negli studios (più di 1500 persone si erano precipitate per ammirare le gambe della formosa attrice!). Come specificato nel cartellino, è una copia.

 Se qualcuno avesse paura di dimenticarsi in quale film compare un certo vestito, un comodo divanetto accoglie coloro che vogliono seguire la proiezione di spezzoni di film. Sedersi e sognare.. (attenzione è consigliato solo agli amanti del genere o dell’attrice!)

A vederli indossati dai manichini, sembrano quasi vestiti normali. Solo dopo averli rivisti nei vari ciak si capisce che a renderli speciali era lei.

E ovviamente a fianco dei vestiti ci sono le scarpe usate nei film. Piccole, con tacchi sottili e alti che ti fanno domandare come diavolo facesse a sgambettare con tanta leggerezza! Che femminilità.

Nei corridoi alcune riviste italiane (Gente, e persino.. Le ore!) e straniere (Life) con le copertine dedicate alla diva.

In altre sale ci sono i vestiti usati nei cocktail, negli eventi e nelle cene: li guardi e pensi che non sfigurerebbero oggi. Anzi, vorresti trovarne uno identico in qualche negozio!

C’è anche il vestito nude look e il video degli auguri che Marilyn fece a Kennedy (potete vedere il video qui), cantando Happy Birthday Mr President, pochi giorni prima di morire.

E infatti la sala contigua mostra il letto sfatto, dove è stato trovato il cadavere dell’attrice.  Una sala accecante, con foto un po’ strane (leggete pure la storia).
Mentre le parole di Pasolini fanno da sottofondo.

 

Una cosa bella della mostra: le didascalie erano tutte bilingue. Infatti non erano pochi gli stranieri, che affollavano le piccole salette sotterranee del Museo.

La mostra è aperta fino al 28 Gennaio 2013, anche la domenica (orario 10-18). Chiusa il martedì. Il biglietto costa 5 €.

Può essere un’ottima idea su come passare una fredda domenica invernale, quando è tutto chiuso e non sai mai cosa fare!

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