29 maggio 2017 • Nessun commento

Storie di risvegli e vite quotidiane

Libri

Oggi pubblico un post un po’ diverso, per segnalare un libro pubblicato da una persona che conosco bene ma… in altre vesti.

Il libro si chiama “Racconti in nuce. Storie di risvegli e vite quotidiane“. L’autore è Leonardo Romanelli, critico gastronomico autore di molte guide a tema cibo, nonché libri di ricette (anche con la birra) e volumi dedicati a singoli vini o ingredienti.

Stavolta si tratta di un libro insolito: è una raccolta di racconti, molto brevi, autoconclusivi, che ruotano intorno a temi come l’amore, la solitudine, le scelte di vita, che a volte portano a fare lavori non gratificanti o lontano dai propri affetti.

Comunque il cibo è ben presente: tazze di tè, caffè fumante, cioccolata bollente, praline alla nocciola e lavanda, cornetti alla crema, ma anche piatti esotici a base di curry e mandorle… Momenti di vero piacere da condividere con un lui o una lei accanto da una vita, o qualcuno appena conosciuto. Quando? A colazione, sia che essa avvenga come da tradizione al risveglio, che a fine nottata, quando i nottambuli intercettano i mattinieri, e dall’incontro dei due mondi nascono appunto storie.

Per rendere omaggio a questo concetto, ho fotografato il libro durante una colazione in giardino!

Come detto sono racconti corti, oserei dire adatti a esser letti, per esempio, durante uno spostamento su un mezzo pubblico quale autobus, tramvia o treno regionale; si riesce infatti a leggere l’inizio e la fine della storia fra una fermata e l’altra, o al massimo fra due fermate!

E’ uno di quei libri che si possono leggere anche in maniera “anarchica”, senza seguire l’ordine di stampa, aprendo a caso una pagina.

Chi sono i protagonisti? persone comuni, che potresti incontrare al bar, in ufficio, al negozio dietro l’angolo. Molte storie partono un po’ malinconiche, ma spesso il finale ci risolleva.

Quando l’ho letto mi ha incuriosito, forse perché anche io penso un giorno di scrivere racconti su persone che vedo per strada e delle quali mi diverto a immaginare una vita, o forse perchè non immaginavo un Romanelli così romantico.

E quindi gli ho mandato via mail alcune domande.

Domanda: Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

Risposta: Una sorta di vacanza mentale, il piacere di far viaggiare la penna su altri argomenti che non fossero gastronomici, una voglia a lungo inespressa di affrontare il concetto romantico del racconto.

D: Le storie che racconti sono ispirate a persone vere?

R: Ho preso spunto, ogni tanto, da singoli momenti ed episodi, vissuti per strada, al ristorante , in giro che si fermavano a situazioni chiuse che io io ho aperto sviluppando la storia. Niente di tutto quello che si legge è accaduto, qualcosa ha preso spunto dalla realtà che spesso è più folle della fantasia.

D: I racconti sono molto brevi. a volte la storia si esaurisce da sè, ma a volte si vorrebbe sapere come va a finire… la scelta di tenerli corti è voluta?

R: Direi che è stato un ottimo esercizio per poi scrivere racconti lunghi o un romanzo, ma era necessario creare tanti stili di racconti per poi scegliere il migliore

D: A questo punto la domanda è d’obbligo: ti piace di più scrivere racconti o recensioni? (magari dopo tutto questo parlare di cibo ti è venuto a noia…)

R: Scrivere racconti mi piace davvero tanto, direi che inizio a scrivere recensioni come racconti almeno mi diverto di più 😊

D: Chi è Leonardo Romanelli

R: Sognatore e creativo ha incontrato il cibo in tenera età e non lo ha mai abbandonato declinandolo in mille situazioni diverse. Cuoco, professore di scuola, attore, commediografo, conduttore alla radio, affascinato dal web che pratico giornalmente spero di scrivere un musical. Intanto mangio e degusto vini tutti
i giorni facendo del piacere militante il proprio lavoro.

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