27 marzo 2018 • Nessun commento

30 anni del Pecci: la mostra al Gallery Hotel Art

Cosa fare in città

Qualche giorno fa ha inaugurato al Gallery Hotel Art, albergo di Ferragamo a due passi da Ponte Vecchio, una mostra per celebrare i 30 anni del Centro Pecci di Prato, museo di arte contemporanea aperto appunto nel 1988 (e ristrutturato nel 2016, anche nel suo aspetto esterno).

30 artisti per 30 anni del Centro Pecci

Per tutto l’anno 2018 sarà possibile accedere liberamente all’hotel per ammirare una trentina di opere di artisti italiani di queste tre decadi.

Un percorso pensato non soltanto per gli amanti dell’arte contemporanea, ma anche per tutti coloro che sono curiosi di vedere alcuni esempi di com’è cambiata l’arte contemporanea dal 1988 al 2018, con tecniche che spaziano dall’uso di fotografie, ai collage, alle arti digitali, i graffiti…

Gli artisti in mostra forse ai non esperti dicono poco, ma a maggior ragione vale la pena provare a conoscere un po’ di più questo piccolo estratto di opere dal Pecci, che da 30 anni, pur con alti e bassi, cerca di raccontare l’evoluzione dell’arte con mostre, eventi, laboratori, e molto altro.

Alcune delle opere in mostra

Fra le opere in mostra mi hanno colpito:

“Il consumatore consumato. Uomo à la coque” (1974). Fotomontaggio di Mirella Bentivoglio, artista legata alla scrittura e interessata alla condizione femminile. Questa critica, artista nonché poetessa, interpreta il linguaggio come strumento del potere, della legge, della storia che hanno emarginato la donna. L’uovo nasce dalla lettera O, come origine, e si fa gioco della parola “uomo”.

La vita è bella” (1964). Collage su cartone. Il collage di Lamberto Pignotti è un esemplare di Poesia Visiva, che si appropria di testi e immagini tratti da riviste e giornali, staccati dai loro contesti originari e ricomposti per attivare significati divertenti e inaspettati.

Le tre opere qui sopra sono: “Parole”, “Vita”, e “Vivi e vola” (2002). Collage su carta. La ricerca di Luciano Ori promuove una “poetica tecnologica” basata sull’utilizzo di testi e immagini prelevati da quotidiani e periodici, elaborati con il mezzo esclusivo del collage, caratterizzati per il virtuosismo compositivo e la vena poetica.

Il giardino incantato, 1954” (2009). Stampa inkjet su carta Hahnemuhle. Negli anni Cinquanta Piergiorgio Branzi realizza un viaggio fotografico dell’Italia, partendo da Firenze dove riprende vedute innevate, sospese che esaltano il disegno come “l’etica stessa di ogni espressione figurativa”.

Ti amo” (1983). Fotografie, filo di seta, ceralacca. Le elaborazioni poetico-visive di Elisabetta Gut sono frutto di una ricerca che sperimenta i rapporti fra immagine, scrittura e oggetto, come nel caso dei pentagrammi interpretati dall’artista come supporti ideali per composizioni o cancellazioni di frasi sensuali.

Il Centro Pecci di Prato: 1988-2018

La mostra è in parallelo a quella organizzata internamente dentro al museo “Dentro la collezione. Verso i 30 anni del Centro Pecci (1988-2018)“, con un ripensamento del percorso espositivo ideato per rappresentare una parte del patrimonio interno, una collezione che vanta oltre mille opere che mappano le tendenze artistiche dagli anni Sessanta ad oggi: pittura, scultura, cinema e video, installazioni, opere su carta, libri d’artista, fotografie, grafica, e progetti commissionati.

Un hotel di design a Firenze, unico nel suo genere

Non è la prima volta che questo albergo di design, inaugurato nel 2009 su progetto dell’architetto Bonan, ospita opere di artisti di fama mondiale – penso a David LaChapelle, Hans Van DerMeer, Eliott Erwitt, Andy Warhol – ma anche alle singolari installazioni sulla facciata dell’hotel, sempre abbinate a messaggi per la città. Nel 2013 le biciclette che si arrampicavano sulle pareti dell’hotel, in concomitanza ai Mondiali di Ciclismo, per rilanciare il tema della sostenibilità e del muoversi green, nel 2014 i manichini, anche un po’ inquietanti, con teste di animali, quegli stessi animali usati dai Medici per rappresentare metaforicamente le proprie virtù (vi dice niente la tartaruga con la vela?).

Nel 2015, anno dell’Expo, i cucchiaini di Spoon, che hanno coinciso con un’iniziativa con lo chef stellato Peter Brunel, e ancora nel 2016 le girandole che ci ricordano il tema delle energie rinnovabili… il tutto ben visibile a chi passa dalla minuscola piazzetta, Vicolo dell’Oro.

La mostra al Gallery Hotel Art

“Opere d’arte e momenti magici, 30 opere per i 30 anni del Centro Pecci”

Opere di Alessandro Alimonti, Fernando Andolcetti, Mirella Bentivoglio, Piergiorgio Branzi, Umberto Buscioni, Giuseppe Chiari, Pietro Grossi, Elisabetta Gut, Arrigo Lora Totino, Mauro Manfredi, Stelio Maria Martini, Gisella Meo, Plinio Mesciulam, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Luca Maria Patella, Lamberto Pignotti, Concetto Pozzati, Guido Sartorelli, Matilde Tortora, Rodolfo Vitone.

Qui sopra vedete “La Gioconda” e “Storia di una Capinera” (2000). Acetato, vetro, legno. Interessata al recupero di materiali d’archivio del cinema italiano, Matilde Tortora indaga la possibilità di rivedere i film muti dispersi, almeno in parte attraverso i fotogrammi stampati su cartoline d’epoca.

Con l’occasione magari fermatevi al Fusion Bar, un posto dove bere un buon cocktail preparato ad arte, o stuzzicare qualcosa di inusuale (una vera cucina fusion).

Gallery Hotel Art
Vicolo dell’Oro 5, 50123 Firenze
T: +39 055 27263 e-mail: gallery@lungarnocollection.com Sito: www.lungarnocollection.com

#galleryhotelart Instagram: @lungarnocollection

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