18 agosto 2016 • Nessun commento

Pranzo da Irene, Hotel Savoy

Ristoranti

Qualche giorno fa ho accettato l’invito a pranzo di una mia amica blogger, la simpatica Georgette di Girl in Florence, presso il ristorante Irene dell’Hotel Savoy del gruppo Rocco Forte Hotels; mi diverte molto fare la turista a Firenze, comunque mi hanno detto che ci vanno anche molti fiorentini, soprattutto da quando hanno lanciato la formula 1,2,3 a pranzo, e ogni occasione è buona per scoprire qualcosa che non conoscevo.

hotel savoyOvviamente da brava turista ho mangiato all’esterno, sotto gli ombrelloni, dove alcuni nebulizzatori attenuavano il calore estivo.

ristorante_ireneIo comunque mi ero portata un cappello di paglia. Devo esser stata convincente perché mi hanno portato il menù in inglese (che poi mi sono fatta cambiare).

nelli_savoyCome funziona? in pratica si può mangiare un piatto a 15 €, due piatti a 20 €  o tre piatti a 25 €, scelti dal menù del giorno. Considerato che sei seduto in piazza Repubblica non ci si può lamentare. Nel nostro caso le proposte del pranzo erano: carpaccio rucola e grana come antipasto, radiatori al pesto come primo e tortino caldo con gelato Pecannut come dessert.

menu_ireneOppure puoi ordinare alla carta. In questo caso i prezzi sono più alti ma non proibitivi. Ho letto che esiste anche un pranzo domenicale – il “pranzo della nonna” – che costa 35 € a persona per tre portate. Devo informarmi come funziona.

Il punto di forza è il fatto che a creare il menù, a “formare” lo chef Giovanni Cosmai, a curare la scelta dei piatti e in generale a gestire tutto quanta riguarda la ristorazione è nientemeno che Fulvio Pierangelini, celebre per Il Gambero Rosso, 2 Stelle Michelin a San Vincenzo. Il suo nome è già una garanzia. Che viene confermata dall’attenzione agli ingredienti stagionali, e del territorio.

fulviopierangeliniIn menù ho notato diversi piatti estivi, che combinano leggerezza e gusto, non a caso a fondo pagina è scritto “molti dei nostri piatti sono indicati per vari regimi dietetici“.

Il nome Irene è appunto il nome della nonna, e i piatti di ceramica, rigorosamente Richard Ginori, sono un po’ vecchio stile (in senso buono), come il servizio buono delle nonne. Ma a questi dettagli hanno come contrasto alcune piccole sorprese come il benvenuto che viene portato subito dopo l’ordine.

pane e pomodoroAppena ordinato, ci hanno portato un piattino con pomodorini freschi e un coltello per fare la bruschetta! Pazzesco! non te lo aspetteresti mai da un posto del genere. In molti ristoranti fiorentini cercano di scoraggiare i turisti che vogliono fare la bruschetta, e qui invece si fa l’opposto. Buoni i vari pani e schiacciatine, insolito l’olio siciliano, che proviene da un’altra tenuta del gruppo.

Come antipasto ho scelto una tartare di ricciola con sorbetto di lime sul sale dell’Himalaya ma non mi sarei mai aspettata di veder arrivare un piatto così bello!

tartare_ricciolaOltre che scenografico era pure buono: di fatto potevi strofinare la ricciola sul cubo di sale secondo il tuo gusto. E il lime, sotto forma di sorbetto, era molto rinfrescante.

zuppapomodoroCome primo piatto ho scelto una zuppa di pomodoro fredda, che si presentava come un gazpacho, con l’aggiunta di pezzetti di cocomero e tofu e ricoperta di foglie di rucola. Eccezionale.

Georgette ha optato per un’insalata di polpo e rape rosse, con radicchi colorati, come antipasto.

polpoE a seguire una crema di zucchine e quinoa.

zucchinequinoaCome vino in accompagnamento un calice di vino bianco Poggio ai Ginepri Tenuta Argentiera, conoscevo il Rosso Doc Bolgheri ma non il bianco, che si abbinava bene ai piatti ordinati.

poggio ai ginepri tenuta argentieraPer concludere degnamente il pranzo, un dolce: un tortino alla cannella accompagnato da gelato alle noci Pecan, che Georgette mi ha spiegato essere molto popolari in Texas, da dove viene lei.

dessert

Il servizio è adeguato a un hotel di quel livello – un 5 stelle – ma non ingessato.

Potete prenotare un tavolo anche sul sito dell’hotel.

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