29 dicembre 2013 • Nessun commento

Ti ho sposato per allegria: prima alla Pergola

Teatro

Ieri sera sono stata alla Pergola a vedere la prima dello spettacolo “Ti ho sposato per allegria“, di Natalia Ginzburg, che è in scena fino al 5 gennaio, Capodanno incluso. Ci tenevo particolarmente a vedere questo spettacolo, perché anni fa lo interpretai con la compagnia teatrale di cui facevo parte, e poi perchè tornare alla Pergola è sempre molto piacevole.

La gente in tiro – meno male che ci sono ancora persone che si vestono eleganti per andare a teatro! – i palchi altissimi, le poltrone di velluto rosso, le belle luci, l’odore del legno, il programma di sala.. a me tutte queste cose affascinano.

teatro della pergola

Ho scoperto che hanno aperto anche un bar dove fare l’apericena prima dello spettacolo, a cura del catering Guido Guidi. Con 12 € si mangia abbondantemente, con acqua inclusa. Se volete un bicchiere di vino o uno spritz è a parte. Ma è carina come cosa. Noi non ne abbiamo approfittato perché venivamo dal Four Seasons, a due passi, dove avevamo fatto l’aperitivo Ostriche & Champagne. Ma buono a sapersi.

Venendo allo spettacolo: la protagonista, Chiara Francini, volto emergente nel cinema italiano (ha recitato con Leonardo Pieraccioni, Fausto Brizzi, Spike Lee, Peppi Corsicat) e in tv, oltre che per la bellezza si fa notare per la padronanza fisica del suo corpo, e per l’entusiasmo che mette nella parte, facendosi perdonare qualche t o p aspirata, che tradiscono le sue origini toscane (nata a Firenze, ha vissuto a Campi Bisenzio).

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Nel complesso mi è piaciuta. Peccato ogni tanto si sia persa qualche battuta, a causa dei colpi di tosse degli spettatori. Un teatro come quello della Pergola impone una grande energia a livello di voce, se non si usano i microfoni. Ma trovo che sia un bel mix di comicità e bellezza, cosa rara nelle attrici italiane di oggi.

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Bravo anche il co-protagonista Emanuele Salce, figlio del famoso regista che nel 1969, aveva girato sullo stesso copione il film con Monica Vitti e Albertazzi. Si vede che si muove bene sul palcoscenico, è di casa. Del resto se si va a leggere la sua biografia, dopo la morte del padre, la madre si è riaccompagnata con Vittorio Gassman. In pratica è cresciuto a pane e teatro. Ha quel giusto tono distaccato e ironico da commedia basata su scambi serrati verbali e non su situazioni volgari o esagerate, come succede in molti film odierni.

Brave anche le altre interpreti: dalla suocera arcigna e bigotta, alla cameriera svampita, alla cognata ottimista. Vedere una storia così ai giorni di oggi può sembrare sempliciotta, ma bisogna provare a immedesimarsi nella mentalità di quegli anni pre-68, dove un matrimonio non in Chiesa e un aborto erano scandali molto forti. Per divorziare, bisognava andare all’estero!

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Dopo lo spettacolo mi sono recata dietro al palco, dove anni fa facevo lezione con il grande Marco Giorgetti, e ho atteso davanti ai camerini per fare i complimenti alla protagonista. Poi pero’ non me la sono sentita di “disturbarla”… ho visto che c’erano molti amici “veri” e familiari, accorsi a farle i complimenti. E quindi mi sono limitata a guardarla da vicino e renderle omaggio col pensiero.

Sono venuta via col sorriso e con la sensazione di aver passato un sabato sera diverso.

Se avete modo andateci (se c’è ancora posto).

Credits foto: Mario d’Angelo

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