22 settembre 2012 • Nessun commento

Alla scoperta dei vini dell’Enoclub Siena a WineTown

BereVino e degustazioni

Ieri pomeriggio, per piacere e per lavoro, ho girato un po’ gli stand di Wine Town. Ho girato la zona B, ovvero i Classici della Toscana. L’area B comprendeva Palazzo Davanzati (che pero’ apriva più tardi), Palazzo Bartolini Salimbeni, il Chiostro del Magistero e Palazzo Antinori. Sono partita dai più famosi.

In Palazzo Bartolini Salimbeni, dentro il quale non ero mai entrata, c’era Il Borro. Ad alzare gli occhi si vedeva questa meraviglia! Se poi alla degustazione ci mettere il suono di un’arpa..

In Palazzo Antinori, fra i vari vini dei Marchesi Antinori, ho assaggiato il Montenisa“, uno spumante metodo Brut prodotto nella Tenuta in Franciacorta (negli anni ’90 infatti le sorelle Antinori hanno acquistato questa tenuta, anche se la loro tradizione in fatto di spumanti risale al 1905).

Il bello è venuto quando sono entrata dentro il Chiostro del Magistero (non ci mettevo piede da quando un’amica frequentava l’Università!). Intorno al chiostro una serie di stand con vini selezionati da Enoclub Siena.

Cominciando da destra, in senso antiorario, c’era uno stand con un Montevertine” 2009, un vino prodotto con uva sangiovese, canaiolo e colorino, da Radda in Chianti.

Subito dopo mi sono fermata per assaggiare un ottimo Brunello: “Vigna Soccorso” annata 2007, Azienda Tiezzi. Molto promettente.

Poi è stata la volta di un vino che mi ha incuriosito dal nome: “Bonsai“, del Podere Le Ripi. Il nome è presto spiegato: il vigneto è piccolo, basso, stretto. Un vigneto con circa 36.700 piante per ettaro, diraspato a mano.

Poi è stato il turno di un’anteprima: “Purneia” 2011, prodotto senza lieviti selezionati da Palazzo di Piero, una piccola cantina che è anche azienda agricola e turistica a Sarteano. Bassissima solforosa per un vino ad alta bevibilità. Anche in questo caso il nome mi incuriosiva: pare che sia stato ritrovato scritto su un sasso di origine estrusca e forse voglia significare “donna”.

Palazzo di Piero, Purneia 2011

Poi mi sono spostata di nuovo nel Chianti, con due aziende di Radda e una di Gaiole. L’azienda Riecine presente con 3 Sangiovesi, mi ha fatto assaggiare “La Gioia“, annata 2007. Un nome che è tutto un programma…

Dopo Gaiole ecco Radda in Chianti: la prima azienda è Montemaggio, una piccola realtà di proprietà… russa! Innamorati della Toscana hanno deciso di investire nel vino, per di più biologico. Ecco quindi un ottimo “Chianti Classico” 2007 che viene da un vigneto alto, sui 600 metri. Etichette molto colorate, si fanno notare..

E infine Valdellecorti, il simpatico Roberto Bianchi mi ha fatto assaggiare il “Chianti Classico” 2009 che ha ottenuto 3 bicchieri nella guida del Gambero Rosso. Ma mi ha mostrato anche “Lo straniero” così chiamato perché contiene Merlot!!

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