24 Gennaio 2020 • Nessun commento

Anniversario alla Bottega del Buon Caffè

Ristoranti

Per il mio secondo anniversario di matrimonio ho deciso di concedermi una cena nel ristorante stellato La Bottega del Buon Caffè (1 stella Michelin) di proprietà del resort Borgo Santo Pietro.

Il ristorante è fortemente legato alla struttura ricettiva vicino Siena, non soltanto nella proprietà (Jeanette e Claus Thottrup), ma anche in tanti riferimenti – al punto che viene chiamato Borgo in the City – e nella fornitura di materie prime (verdure, uova, formaggi, olio) coltivate con attenzione nelle campagne senesi.

Uno stile raffinato e contemporaneo

Il ristorante, aperto in Lungarno Cellini nel 2014, è stato arredato dalla interior designer di fama internazionale Jeanette Thottrup con uno stile che unisce un’elegante atmosfera cosmopolita contemporanea a tocchi più tradizionali, come la parete di mattoni. Sembra quasi di essere a New York, Berlino o in nord Europa, se non fosse che fuori dalle ampie vetrate c’è la Torre di San Niccolò e i lungarni.

borgo in the city

Ovviamente si viene a cena in questo posto non soltanto per l’ambiente curato e sofisticato, ma soprattutto per la parte gastronomica; per vivere un’autentica esperienza gourmet.

La cucina a vista

E per rafforzare questo binomio, la cucina è completamente a vista. Io ero seduta proprio su uno dei tavoli più vicini. Fra una chiacchera e l’altra con mio marito, era inevitabile per me, anzi per entrambi, essere rapiti da quanto succedeva a pochi passi da noi.

cucina a vista ristorante stellato

Come in un balletto, ogni persona si muoveva nei propri spazi, ma tutti coordinati nei gesti e nei tempi, per la consegna dei piatti a Erez Ohayon lo chef che da poco più di un anno si occupa della Bottega del Buon Caffè.

erez ohayon bottega buon caffe

I gourmet conoscono questo nome: quando nacque la Bottega del Buon Caffè ad affiancare lo chef Antonello Sardi c’era proprio Erez Ohayon come sous chef creativo, il quale dopo un’esperienza personale alla Leggenda dei Frati è tornato a casa.

ristorante 1 stella michelin cucina a vista

Con la cucina a vista non ci sono segreti, non si può litigare, non si può alzare i toni. I clienti vedono tutto ciò che succede ai fornelli.

Dalla natura al piatto

Ciò che più mi ha colpito, dietro la maestria e la tecnica del giovane chef israeliano, è la voglia di proporre piatti all’apparenza semplici. Piatti ricercati ma mai ostentati. La lavorazione c’è, e la tecnica pure, ma l’aspetto e certe scelte nella presentazione, ci vogliono accompagnare in un ritorno dalla natura e dalla terra al piatto.

entree di benvenuto

A cominciare dal primo entrée di benvenuto: un vassoietto che vuole far vivere l’idea di un sottobosco, fra foglie, funghetti e ghiande, nel quale l’occhio si inganna fra elementi veri, presi dalla tenuta in provincia di Siena, e finte foglie di topinambur o pomodorini che non sono solo pomodorini. Un inizio alla grande!

primo sale con verdure bio

Anche “Primosale e campagna di Borgo” si presenta come un piatto di apparente semplicità – una sorta di insalatina di verdure bio prese dall’orto di Borgo Santo Pietro, che celano un formaggio tenero e dal sapore deciso – salvo poi rivelare una lunga lavorazione di ciascuna di esse.

Noi abbiamo scelto il menù degustazione a 7 portate (135 €), affidandoci allo chef per cambiare un paio di ingredienti che non amiamo, e non ci ha deluso.

In particolare ha sostituito due piatti a base di carne, con alternative di pesce. Ho apprezzato particolarmente il pesce Morone con cime di rapa e fioritura di cavolfiori di Borgo marinati. Mi è piaciuto lo scampo con il topinambur.

scampo con topinambur

Anche i primi erano ben realizzati: sia gli agnolotti con ripieno di coniglio alla cacciatora che le linguine con calamaretti.

linguine con calamaretti

Per finire: buono il dolce “Sottobosco” che ha ripreso il tema della natura nell’impiattamento.

sottobosco

Anche un altro piccolo vassoio che è venuto dopo era divertente: la mimesi fra gli elementi commestibili e i sassi veri era impressionante!

Abbiamo concluso in bellezza con una sorpresa da parte dello staff: una torta a base di cioccolato e nocciola che omaggiava il nostro anniversario. Divina. Si scioglieva in bocca come fosse burro.

torta al cioccolato anniversario di matrimonio

A fine cena ce l’hanno impacchettata per portarla a casa! il giorno dopo era ancora buonissima.

Una carta dei vini coraggiosa

La sommelier che ci ha accompagnato in questo percorso gastronomico ha scelto vini poco comuni, spesso di piccoli produttori. Una scelta coraggiosa e che risulta vincente solo quando si padroneggia talmente bene la materia enologica dal non temere azzardi e accostamenti insoliti. Per nostra fortuna con lei è stato così. Anzi ho apprezzato il poter assaggiare vini che non conoscevo. Del resto la loro carta dei vini conta più di 1100 etichette.

Il servizio è stato all’altezza di tutto il resto.

bottega del buon caffe firenze

Certamente non è un ristorante da tutti i giorni, per quanto ho saputo che stanno lanciando un business lunch a 65 €, ma lo stra-consiglierei per un’occasione speciale come la nostra. Resta il fatto che di lunedì sera, a gennaio, era pieno. Intorno a noi: una coppia di canadesi di mezza età, due giovani innamorati toscani che festeggiavano il compleanno di lei, una famiglia asiatica (genitori, nipote e nonna anziana), una coppia di signori italiani molto eleganti…

borgo in the city firenze

Per info e prenotazioni: https://www.borgointhecity.com/it/la-bottegadel-buon-caffe/

Lungarno Benvenuto Cellini, 69/R 50125 Firenze
tel 055 553 5677

Condividi l'articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter


Leave a Reply

Please Login to comment