12 Novembre 2013 • 3 commenti

Girl’s day, le opinioni di chi c’è stato.

Lavoro

Io non sono potuta andare a questa bella iniziativa, perché quel giorno facevo lezione e poi forse è anche giusto aver “lasciato” il mio posto ad altre ragazze che magari ne hanno tratto qualcosa di utile. Ma ho mandato due “collaboratrici” (definirle stagiste mi sembra offensivo). Ecco le parole di Beatrice, che così racconta la giornata del Girl’s Day che si è tenuto lo scorso giovedì. Sue anche le foto che corredano il post.

Quando ho scritto il post su Girl’s day, sono rimasta subito incuriosita dall’iniziativa.

Mi piaceva l’idea di prendersi una giornata per approfondire certe tematiche, mi piaceva l’idea di fermarmi un attimo e prendermi l’intera giornata per riflettere sulla mia situazione di ragazza quasi in dirittura di arrivo nel percorso di studi, che sta per affacciarsi in un mondo del lavoro mai come adesso così problematico. I temi dei vari appuntamenti erano tutti accattivanti: autostima, network society, tirocini, lavoro, ma come sempre verso questo tipo di iniziative un po’ di diffidenza c’ era; così con un po’ di timore e dubbio, ma anche curiosità, mi sono avviata di prima mattina verso Palagio di Parte Guelfa.

girls day firenze

Sommariamente, a posteriori, posso dire di essere contenta di essermi fatta coraggio. Ho passato l’intera giornata divincolandomi tra un workshop e l’altro, scegliendo fra quelli che si sovrapponevano, ma in 12 ore non si possono fare miracoli. Alcuni sono stati molto coinvolgenti, altri non sono stati altro che mere presentazioni didascaliche, comunque molto utili quando non erano interessanti. Uno in particolare mi ha colpito e stimolato non poco: “Network Generation, azioni di rete per sviluppare opportunità di sviluppo personale e professionale”. È proprio vero che le aspettative spesso ti fregano, ma a volte sono peggiori del reale svolgimento delle cose, quindi l’esperienza ha un effetto ancor più positivo. Era il primo appuntamento, la mattina, alle 10.00 (anche se dal sito era passata l’informazione che l’ora d’inizio sarebbe stata le 9.00, o forse sono io che sono un po’ troppo svampita). Siamo stati accolti con calore e fatti accomodare in un salone meraviglioso, con quadri e grandi finestre. Anche solo per la location meritava!

soffitto in legno firenzeVia via hanno iniziato a entrare un po’ di persone e infine la stanza si è riempita dopo l’arrivo di ben due scolaresche, elemento chiave dell’incontro. Dal titolo mi aspettavo la classica lezioncina sulle nuove tecnologie a cui, da brava studentessa di comunicazione, media e giornalismo, sono più che abituata. La realtà è stata differente. L’organizzatrice è stata veloce e stringata con la presentazione, ma molto efficace. Il discorso, tenuto dalla coordinatrice di Vivaio per l’Intraprendenza Laura Ventura, puntava a far capire quanto il networking sia una pratica molto importante che rafforza il “capitale sociale”; le relazioni con le persone possono rappresentare nuove prospettive, opportunità o nuovi strumenti per crescere professionalmente. Riportando le sue parole: “la crisi ha riscoperto che la forza delle relazione e la capacità di collegarsi può creare sbocchi”.

networkingDopo poco però si è spostato tutto sull’adience, che è stata da subito la vera protagonista. Finalmente un workshop nel vero senso della parola. Siamo stati divisi in gruppi e poi stimolati al dialogo e alla condivisione secondo il modello di “networking accompagnato”.

Schermata 11-2456609 alle 18.45.55Le persone sono state stimolate a presentarsi, a scambiarsi delle idee, a chiedere che cosa stanno cercando in questo momento, in termini professionali o anche in termini personali, e a generare più contatti e suggerimenti possibili con le persone che stanno loro accanto.

donne e lavoroAttraverso queste tecniche volte a incrementare la partecipazione abbiamo toccato con mano ciò che ci era stato spiegato e vissuto in prima persona l’esperienza di rete. La teoria si è tramutata in pratica e senza quasi accorgercene abbiamo costruito i famosi e tanto decantati network. Tante parole non fanno quanto l’esperienza diretta. Nel mondo di oggi noi giovani siamo così abituati alle lezioni frontali e alla teoria, che spesso si perde un po’ anche il senso del reale. Questo incontro mi è piaciuto particolarmente anche per questo, basta poco per far interagire, ma mettersi in gioco migliora notevolmente l’acquisizione dei contenuti.

ragazza che ascoltaÈ stato sorprendente notare come anche gli studenti delle superiori, notoriamente restii alla partecipazione, fossero completamente integrati nello scambio di opinioni. Ho ripensato a me, alla “Bea studentessa di liceo” e a quanto faticassi a essere me stessa nella folla, a partecipare attivamente. Un’esperienza simile probabilmente mi avrebbe cambiata, mi avrebbe aiutato a capire ciò che con maggiore difficoltà ho dovuto affrontar in seguito. Sapere cosa si vuole e scambiare con chiunque informazioni, per poi indirettamente averne in cambio. Sostanzialmente aprirsi, con ogni mezzo e linguaggio. E’ importante condividere il proprio sapere, le proprie passioni, anche se le si crede ristrette o inutili, perché ci sarà sempre qualcuno che cerca ciò che abbiamo da offrire, o che condivide ciò che pensiamo.

ragazzi che parlanoUn prezioso invito a non rimanere chiusi nel proprio bozzolo. Ce ne vorrebbero di più di iniziative simili, perché sembra tutto così scontato, ma non lo è affatto, che si tratti di adolescenti o di persone adulte. Per questo sono rimasta un po’ interdetta quando ho pensato che se non ci fossero stati i ragazzi delle superiori e le loro professoresse, saremmo state tutte donne, e un numero davvero piccolo; l’esperienza non avrebbe avuto lo stesso risultato. Anche questo fa capire come la partecipazione sia così difficile da suscitare!

girls dayIn questo caso, comunque, posso dire che l’incontro ha prodotto i suoi frutti; ognuno è uscito dalla sala con una lista di contatti utili, molti problemi hanno trovato una soluzione grazie a persone conosciute nella mattinata e molti dubbi sono stati risolti. Appena arrivata a casa avevo già 6 richieste di amicizia su Facebook da parte di persone a cui sarei servita per qualcosa o viceversa, davvero appagante.

comune di firenze sedia



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Luisa
Luisa
7 anni fa

Fantastico! Facciamo più spesso iniziative che attivino il pubblico invece di stordirlo di informazioni.
La parola d’ordine dovrebbe essere “attiviamoLI/CI”, il caro e vecchio EMPOWERMENT, vale a dire diamo loro la forza, le opportunità e gli strumenti per fare.
Complimenti.

Serena
7 anni fa

Tutto l’ufficio Europe Direct Firenze ringrazia per questa testimonianza così sentita dell’evento organizzato dal nostro ufficio. Accogliamo con piacere i suggerimenti del post e dei commenti! Per il 2014 abbiamo intenzione di riconfermare iniziative simili al Girls’ day, quindi alla prossima!!!

Elenafarinelli
Admin
7 anni fa
Reply to  Serena

Prego 🙂