9 Luglio 2021 • Nessun commento

Il coworking a Nana Bianca

Vita da blogger

Sono arrivata al coworking di Nanabianca il 1 marzo, in pieno lockdown (loro si erano spostati dalla sede di Porta Romana da pochi mesi). Ho scelto di tornare fisicamente in un ufficio, non perché ne avessi strettamente bisogno – il mio lavoro si può fare tranquillamente da casa – bensì perché necessitavo di vedere qualcuno, scambiare idee, anche solo respirare un’aria diversa dalle quattro mura domestiche. Una delle cose che mi è mancata di più con la pandemia è stata la socializzazione, anche lavorativa.

Il posto mi è piaciuto subito. Innanzitutto hanno fatto un ottimo lavoro di recupero e restauro dell’ex granaio mediceo dal punto di vista dell’architettura, mescolando un edificio storico a uno stile più contemporaneo e giocoso. Un esempio? La nomenclatura delle sale riunioni è un omaggio al mondo dei videogiochi anni ’80 e ’90 (Pacman, Donkey Kong, Space Invaders…). In alcune aree i tavoli sono a forma di App! 

La cosa che mi ha entusiasmato di più è stata quella di trovare alla postazione accanto alla mia persone che progettano start-up, e-commerce, nuove App da lanciare o sistemi di Intelligenza Artificiale, senza pensare sempre e solo al coronavirus. Persone che credono nel futuro, che hanno fiducia e non si lamentano ogni santo giorno (come facciamo noi fiorentini).

Quando sono arrivata lo spazio era ancora chiuso agli esterni, incluso il bellissimo bar The Stellar al piano terra, poi via via che le restrizioni nazionali si sono allentate, anche Nana Bianca ha cominciato ad aprirsi alla città. La porta a vetri che dà su Piazza del Cestello si è schiusa e ora chiunque può entrare per un caffè o affacciarsi alla corte interna, punto focale di tutto l’edificio.

Gli spazi lavorativi sono nei due piani sopra, accessibili solo con badge, nei quali trovano posto sia i freelance come me, che le aziende che hanno richiesto postazioni fisse.

Mi piace camminare negli open space, divisi da pareti di muschio fonoassorbenti, e captare parole come clickthrough, campagne di lead generation, Crowfunding etc.  L’ambiente è frizzante e se non mi affacciassi fuori, potrei scordarmi di essere in piazza Cestello in centro a Firenze e illudermi di trovarmi in un campus americano, o forse in qualche hub tecnologico di qualche capitale europea.

Firenze aveva bisogno di un posto così non solo per chi si occupa di Digital Marketing come me, o di turismo: vi ricordo che qui hanno sede il Destination Florence Convention Bureau e Data Appeal (ex Travel Appeal). Ho constatato che da qui ci transitano tante persone di ambiti diversi.

Cos’è il coworking di Nana Bianca

Come funziona il coworking? di fatto, come dice il nome, si condividono gli spazi con altre persone. E’ possibile scegliere la formula flexible (10 ingressi al mese per 130 euro) o la formula fixed desk con ingresso illimitato (250 euro) con postazione fissa e un tot numero di ore di salette prenotabili.

Già, perché se le scrivanie sono in spazi condivise, le riunioni si fanno nelle salette dedicate, prenotabili tramite un’App, tutte dotate di maxischermo, connessione veloce etc.

Io ci ho già fatto diversi incontri con i clienti e sono molto comode. Fra l’altro ho visto che le affittano anche agli esterni a circa 30 euro l’ora.

Il Wifi è incluso per tutti e ci sono vari servizi come la possibilità di avere accesso alle stampanti.

Chiaramente per le aziende con più dipendenti esistono altre soluzioni. 

Lo spazio oggi

Oggi, a distanza di 5 mesi rispetto al mio arrivo, il Granaio è un posto ancora più vivo. Cominciano a esserci eventi live – era uno degli obiettivi di questo posto: farlo vivere in molti modi – proprio pochi giorni fa si è svolto #Sios21 l’evento di Start Up Italia, negli spazi del bar The Stellar.

Il bar, ora aperto anche agli esterni, è aperto dalla mattina a chiusura, e oltre alla caffetteria e gli aperitivi, propone anche primi, secondi e contorni per la pausa pranzo, con formula self service. Oltre al bar c’è anche un ristorante con menù e servizio alla carta. 

Nel sottosuolo, un grande centro convegni che non aspetta altro che di essere inaugurato ufficialmente.

Cos’è Nana Bianca

Raccontare in modo semplice cos’è Nana Bianca non è facile, è un vero universo! Principalmente Nana Bianca è un acceleratore di start-up: della serie voi avete un’idea, gliela proponete e loro possono aiutarvi. Vi dicono niente Vino.com (ex Vino75) o Depop?

Tramite il programma Hubble (nato dalla collaborazione di Fondazione CR Firenze, Nana Bianca e Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’UNIFI), hanno creato un laboratorio per sostenere e lanciare le migliori venture imprenditoriali, selezionate tra centinaia di candidature.

Ma fanno molto di più: stanno creando un network di innovatori, un luogo per workshop e eventi, uno spazio per sviluppare il tessuto imprenditoriale del territorio. 

I fondatori sono Paolo Barberis, Alessandro Sordi e Jacopo Marello, che si conoscono dai tempi in cui studiavano architettura, e che negli anni ’90 crearono Dada, il provider di connessioni internet che poi divenne molto altro. Ho fatto i conti e anche io li conosco da un bel po’. Ebbi la fortuna di “intervistare” Alessandro Sordi nel 1998 e già allora lo trovai un visionario. Con Paolo Barberis abbiamo condiviso palchi e convegni digital.
Credo che qui si siano davvero superati.

Questo è il sito https://nanabianca.it/

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