25 Ottobre 2019 • Nessun commento

Natalia Goncharova: la mostra a Palazzo Strozzi

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E’ passato un mesetto da quando ho visitato, in un’anteprima per bloggers e igers, la nuova mostra di Palazzo Strozzi dedicata a Natalia Goncharova. E’ la prima retrospettiva che Firenze dedica a questa artista, in precedenza alla Tate Modern (da noi però ci sono una trentina di opere in più) e poi andrà a Helsinki.

palazzo strozzi firenze mostra goncharova

Ancora non avevo trovato il tempo di fare il post, mannaggia! Per fortuna la mostra andrà avanti fino a Gennaio, quindi c’è ancora molto tempo per poterla visitare.

Una donna anticonformista, un’artista innovatrice

Quando ho ricevuto l’invito ero un po’ scettica, perché francamente non conoscevo questa artista russa. A fine visita ero entusiasta. Non (sol)tanto per le opere esposte, ma anche per aver conosciuto la storia di una donna anticonformista, che ha vissuto in Russia fra la fine del 1800 e la prima metà del 1900, capace di rifiutare i modelli imposti dalla società di allora – e di ora aggiungerei io – per seguire l’ispirazione personale, conducendo una vita fuori dagli schemi e assolutamente dedicata all’arte.

natalia goncharova mostra palazzo strozzi

Una coppia artistica e… aperta

Ebbe un compagno, Michel Larionov, anche lui artista, con cui visse una grande storia d’amore senza mai sposarlo per molti anni; decisero di farlo solo nel 1955 per poter garantire a chi fosse sopravvissuto il lascito artistico dell’altro. Qui sotti li vedete in due autoritratti.

natalia goncharova e michel larionov

Natalia nella sua vita si è sempre rifiutata di cucinare, lavare, stirare, per dedicarsi completamente all’arte, lasciando fare queste cose all’amante di lui, Alexandra Tomilina, che abitava al piano di sotto, e che Larionov sposò una volta vedovo. Oggi i 3 sono seppelliti in una tomba comune nel cimitero di Ivry-sur-Seine a Parigi. Davvero un menage à trois!

Un’artista poliedrica

Natalia si appassionò ad ogni tipo di arte: dalla pittura alla scenografia, interessandosi a costumi, tessuti, e molto altro. Addirittura nel 1913 si dipinse il volto e girò Mosca in una performance live di sè stessa. Si parla di un secolo fa! Fra l’altro gli organizzatori della mostra hanno creato un filtro per Instagram che vi potete scaricare e farvi selfie e video come lei! (che cosa ganza).

Fu molto amata dal pubblico. Nelle sue stravaganze, nel suo vestire in modo ricercato e inusuale, e nel suo essere all’avanguardia sotto molto aspetti, divenne molto popolare e seguita, lanciando vere e proprie mode. Oggi la chiamerebbero influencer!

Basti pensare che nel 1913 venne organizzata a Mosca una mostra su di lei, con esposte circa 800 opere realizzate in 10 anni di attività e fu visitata in un mese da più di 12.000 persone.

Se avete guardato un po’ le foto vi sarete accorti di uno stile molto eterogeneo, capace di mutare negli anni, come altri artisti del periodo (pensiamo allo stesso Picasso), passando da uno stile che si rifà al primitivismo, a opere più contemporanee e astratte.

Anche a livello di tecniche utilizzava di tutto. E pure il suo compagno… in questo ritratto che le fece Larionov ci sono persino i capelli veri di Natalia!

L’avanguardia russa

Erano anni di grande fermento artistico in Russia, anche nel teatro e nel balletto. Fra le musiche di Stravinsky, i balletti di Nijinsky e i costumi della Natalia Goncharova, c’era una incredibile voglia di sperimentare.

E non si badava a spese grazie al mecenate Djagilev che proprio del ballerino era l’amante (a proposito: divertente l’aneddoto sul fatto che gli organizzatori volevano riprodurre in sala la canzone di Battiato “Prospettiva Nevski” con il passaggio che cita questa relazione, ma hanno dovuto accantonare l’idea per i costi richiesti dalla SIAE!).

All’inizio del Novecento a Mosca c’erano un paio di grandi collezionisti, i ricchissimi industriali Sergei Shchukin e Ivan Morozov, che raccolsero centinaia e centinaia di opere di artisti del momento, (Shchukin possedeva 37 opere di Matisse e 50 di Picasso!) facendo circolare idee nuove e linguaggi artistici che influenzarono profondamente anche l’avanguardia russa.

Ovviamente gli artisti russi poi incontravano gli artisti innovatori di altri Paesi, in quella che allora era il fulcro della vita intellettuale, ovvero Parigi. Natalia si confrontò anche con i futuristi italiani; anche se non andava troppo daccordo con questi ultimi per i temi belligeranti, ne condivideva la grande sperimentazione.

Basta guardare il quadro “Il ciclista” per rendersene conto.

il ciclista natalia goncharova

Dal 1909 al 1911 si dedicò alla pittura sacra, in particolare alle icone russe, infrangendo nuovamente le regole, perché secondo la tradizione Ortodossa le donne non potevano dipingere soggetti sacri.

E così il bellissimo polittico di Evangelisti qui sotto raffigurato venne sequestrato e censurato!

polittico natalia goncharova

Del resto non era la prima volta che una sua opera veniva censurata. Nel 1910 fu la prima donna a esporre dipinti di nudi femminili. Fu accusata e processata per offesa alla pubblica morale e pornografia ma poi venne assolta. La cosa assurda è che questo quadro è stato censurato anche oggi da Instagram! (in occasione della mostra era stato fatto circolare sui social).

La cosa triste è che questa modernità poi è stata cancellata da tutto ciò che è avvenuto dopo, dalla Rivoluzione Russa in poi. Natalia e Michel riuscirono a scamparla, trasferendosi a Parigi e girando il mondo, ma dispiace pensare a quanta vivacità culturale e soprattutto innovazione ci fosse a inizio Novecento a Mosca, e poi quanto appiattimento sarebbe arrivato con l’ideologia comunista dell’URSS.

Allo stesso modo, se penso alla situazione odierna in Italia e guardo al passato, mi rendo conto di quanto l’arte abbia ceduto il passo ad altro. Cosa sarebbe stata Firenze senza un mecenate come Lorenzo Il Magnifico? e dove sono ora gli artisti più innovativi? E vogliamo parlare del ruolo della donna oggi? Uscire da una mostra come questa fa bene da un lato, ma scatena tanti interrogativi dall’altro.

Info utili sulla mostra

La mostra, è aperta fino al 12 Gennaio 2020.

Apertura mostra:
Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì 10.00-23.00

Biglietto 13 €, ridotto 10 €

Qui il sito web ufficiale: https://www.palazzostrozzi.org/

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