17 Dicembre 2015 • 35 commenti

Perché nei bar fiorentini sono così scortesi?

Bar e pausa pranzo

Oggi scrivo un post molto diverso dagli ultimi… ma ho deciso di scriverlo perché certi comportamenti mi danno veramente noia. Dunque, un po’ per lavoro e un po’ perché mi piace, mi capita spesso di girare varie zone di Firenze e di entrare in bar che non conosco o bazzico poco. Confesso che uno dei pochi piaceri che amo concedermi è un caffè al bar, ma non sempre quella che dovrebbe essere una pausa piacevole, si rivela tale. E così è stato in questi giorni.
Erano passate da poco le 11 del mattino, e dopo un incontro con un cliente mi è venuta voglia del famoso caffé. Mi ricordo di un bar dove non metto piede da qualche tempo, perchè in una zona meno abituale per me, trovo incredibilmente parcheggio ed entro.
Il bar è molto bello, con una vetrina ricolma di ogni bendiddio al quale faccio fatica a resistere (ma ci riesco!). Avanzo verso il bancone, dietro al quale stazionano due cameriere che parlano dei fatti loro. Aspetto pazientemente che qualcuno mi consideri, invano, finché una terza ragazza che arriva da un’altra parte del bar gli fa notare che sto aspettando.

Ovviamente nessun buongiorno, nessun sorriso, nessun gesto di cortesia. Vabbé.

Mi prendo il mio caffé sfogliando il giornale e poi mi avvicino alla cassa per pagare, dove non c’è nessuno. Aspetto di nuovo. Finalmente arriva una delle cameriere, le dico cos’ho preso, lei digita sulla cassa, prende lo scontrino e lo butta sul piattino davanti alla cassa, senza neppure guardarmi. Il tutto avviene senza proferire verbo: non dico il grazie o quelle cose strane lì, ma neppure l’importo! Siccome sui prezzi spesso non c’è uniformità mi trovo in difficoltà, perché lo scontrino cadendo si è girato verso il basso e il display della cassa non è rivolto vers

o di me. Di fatto non so so quanto spendo. Attendo un po’, pensando che me lo dirà. Alla fine mi allungo, prendo lo scontrino e dico sorridente e un po’ in imbarazzo “eh vediamo quanto costa“. Dopodiché pago. E poi gentilmente dico “grazie, arrivederci” pensando che magari col gancio giusto… Ovviamente non ricevo risposta e così mi avvio all’uscita. Nè un saluto, nè un cenno di aver gradito la mia visita. Figurarsi quella faticosissima cosa che si chiama sorridere. Ripeto non mi ha mai guardata in faccia.

bar+firenze

Ora io dico, la giornata storta capita a tutti. Ma perché a Firenze queste cose capitano più spesso che altrove? e non mi dite perchè ci sono troppi turisti… il bar in questione è in posizione decentrata e non campa di turismo.

Quando vado in Romagna o altri posti, dove sanno come trattare i clienti, rimango sconvolta dalla gentilezza, anche solo quando ti accolgono con un buongiorno.

Va bene che c’è la crisi, ma io credo che se bar come questi spariscono forse un motivo c’è. Non pretendo l’inchino, ma un minimo di gentilezza in chi sta al pubblico ci vorrebbe.

Ah, per ovvi motivi (=possibile denuncia per diffamazione) non scrivo il nome del bar, ma se siete curiosi, tirate a indovinare nei commenti. A chi indovina gli rispondo privatamente, via mail.



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Marco Lumini
5 anni fa

La risposta è facile….bohhh

giulia
giulia
5 anni fa

…muble..Giorgio? 🙂 ricordati che fortunatamente ci sono le eccezioni! all’opposto posso dirti che ad esempio l’ Ops caffe a Ponte a Greve è uno dei posti col personale più gentile che conosca!

baboo
baboo
5 anni fa

Potrebbe essere Giorgio, ma potrebbe essere anche Badiani…mi vengono in mente subito questi due, anche se a pensarci bene i nomi potrebbero fioccare 🙂 effettivamente a Firenze la gentilezza nei bar non è cosa scontata.

Elaiza
5 anni fa

quale possa essere il bar non ne ho idea, perché ce ne sono talmente tanti in cui sono scortesi!! Io ti parlo di Novoli, barrettini, barrettoni, nuove aperture, se ne salva pochi…

Io purtroppo ho cambiato il mio atteggiamento: quando entro non aspetto più che mi guardino in faccia o finiscano quello stanno facendo per chiedere la mia ordinazione, ma dico solo a voce ben udibile “buongiorno un caffè grazie” e loro eseguono.

almeno non c’è amore neanche da parte mia.

e quelli che vedono che attendono non vengono mai cacati…

comunque è un po’ di tutti gli esercizi eh, o esagerano come nelle catene che ti assillano anche troppo, o non ti cacano. Ma una via di mezzo?? ma un buon sorriso e uno sguardo dritto negli occhi ogni tanto?? ma solo nella mia azienda fanno i corsi di problem solving e di empatia?? forse si…

http://www.elisacuoreviola.blogspot.it

pat
pat
5 anni fa

se non fai nomi tu, non faccio nomi nemmeno io. perché nei bar non salutano? è il carattere degli abitanti di firenze. devono superarti velocemente a piedi per strada? nessuno sa dire “permesso”. ti passano sui piedi col carrello della spesa di una tonnellata? nessuno dice “scusa”. devono prendere qualcosa in uno scaffale e tu hai il carrello davanti ai biscotti che devono prendere loro? nessuno chiede “scusa”. prendono il tuo carrello, te lo spostano e amen. per non parlare della cafonaggine in auto. andate a casa, fate una carezza ai vostri bambini e insegnategli a dire “scusa, grazie, prego, permesso” e ditegli che ve l’ho detto io. saluti

Luigia
Luigia
5 anni fa
Reply to  pat

Questa cosa dei carrelli al supermercato l’ho notata:-/ e per carità succede anche in altre città. La maleducazione non ha confini. Ma è vero! Caspita! Roba che lo lascio alla frutta e lo ritrovo ai surgelati, dalla parte opposta:-/ mah!!!

Luigia
Luigia
5 anni fa

Ciao. Ti leggo da tanto e mi sei stata utilissima in più di una occasione da quando mi sono trasferita a Firenze. Adoro il tuo blog!
Per mia abitudine commento poco le cose che leggo ma sono sempre presente. Oggi però leggendo di un momento -per me sacro- come quello del caffè, rovinato dalla maleducazione altrui, giuro che mi sono sentita chiamata in causa. (Non nel senso che ho un bar e mi comporto male però).
Io sono ancora abituata ad aspettare il mio (ipotetico) turno se mi trovo in un locale e devo chiedere un caffè (mi metto dietro una persona che sta consumando e aspetto che liberi il suo posto al bancone per poi occuparlo).
Ho rispetto per chi sta dietro al bancone a lavorare e deve districarsi fra migliaia di voci (e di comportamenti). Ho rispetto per quelli prima di me che hanno già ordinato. Saluto sempre e dico per favore e grazie. Ho rispetto ultimamente però -lo ammetto- anche per chi arriva al bancone e chiede la sua ordinazione, noncurante della folla/fila. Sono passata attraverso mille sorrisi (ops al ponte a greve è un posto delizioso) e altrettanti silenzi e ho imparato che fulminare le persone che mi passavano avanti (gridando la loro ordinazione) spesso è una risposta ad altro. Ho iniziato a pensare che fossero persone stanche di aspettare che qualcuno le degnasse di uno sguardo/domanda da dietro il bancone. Ho pensato fossero lavoratori e lavoratrici che hanno fretta e che con un po’di tempo di pausa vogliono godersi un semplice caffè. E ho imparato a rispettare anche loro alla fine, si.
Non so quale sia il bar in questione e ammetto che mi piacerebbe saperlo solo per testare la maleducazione dei gestori/dipendenti ma poi…che cambierebbe? So dove mi piace andare per il mio “momento sacro” e torno anche dove sono stati maleducati perché il mio sorriso e la mia educazione valgono più della loro maleducazione e svogliatezza. Proprio pochi giorni fa ho avuto una brutta esperienza con un dipendente di un ufficio e me ne sono lamentata per ore a casa perché la maleducazione con cui sono stata trattata proprio non l’ho capita. Non c’entra col caffè ma era affine al tuo racconto. Ecco perché mi sono sentita chiamata in causa forse. La brutta giornata capita a tutti. La maleducazione di mestiere non puo’esistere!
Scusa per il papiro.
Buone feste:-)
Luigia.
(Ps. Prendo appunti perché dai tuoi articoli dipende il mio capodanno fiorentino:-D)

Luigia
Luigia
5 anni fa
Reply to  Elenafarinelli

Grazie a te per il tuo lavoro nel blog.
Continua cosi.
Un abbraccio.

Alex
Alex
5 anni fa

Non è solo una questione di bar secondo me, è una cosa di noi fiorentini, siamo un pò tagliati con l’accetta per così dire. 🙂
Tornando al tuo post, tu parli di tanti dipendenti scortesi o poco “attenti” e questo mi fa pensare che, se non è una cosa isolata, magari certi atteggiamenti possono essere generati dalle condizioni lavorative non esattamente entusiasmanti?

Giulia
Giulia
5 anni fa

Mentre leggevo avevo in mente solo il Curtatone.. e se non è quello allora comunque è da aggiungere alla lista..
Svolgere bene il proprio lavoro è un dovere, se non si è in grado si fa altro..

Un abbraccio!

Pat
Pat
5 anni fa

E non parliamo del l’igiene. Cameriere che preparano il servizio ai tavoli a cui cade a terra il tovagliolo, raccolgono il tovagliolo da terra e lo rimettono sul vassoio di servizio. Spugnette multiuso usate per pulire la cannula per fare il cappuccino che 1) è acido 2) senza crema. Caffè dal sapore cattivo. Ho visto riprendere cucchiaini dal servizio sul banco o rimessi tra i cucchiai puliti.

aledaprato
aledaprato
5 anni fa

Anche al sottoscritto è capitato, ben due volte e nello stesso locale, di entrare in un bar, con una pasticceria eccellente ma anche con un caffè non all’altezza, salutare per primo chi stava dietro al bancone del bar (due persone) senza ricevere alcuna risposta e di salutare anche chi stava dietro al bancone della pasticceria (una persona) e di non ricevere il benchè minimo riscontro uditivo.
Dopo la seconda volta, ho deciso di rinunciare alla eccellente pasticceria (ed al caffè non all’altezza) e di non mettere più piede in quel posto.
Siccome non voglio rischiare una denuncia, non scriverò il nome del bar ma si tratta di un noto locale del centro di Firenze al cui proprietario probabilmente piacciono i verdi pascoli.
Ai lettori del blog che indovineranno di chi si tratta, sarò lieto di spedire per email i miei auguri di Natale cantati in ottava rima.
A tutti gli altri colgo l’occasione per fare gli auguri di Buon Natale e Buon Anno adesso (scusate per l’anticipo).

aledaprato
aledaprato
5 anni fa

Vedo che è venuto per errore doppio: Nelli potresti cortesemente cancellarne uno ?

Pat
Pat
5 anni fa

La domanda corretta è “perché i fiorentini sono scortesi?”. Risposta “perché qui nessuno insegna le buone maniere e non ci sono comportamenti sani da imitare”. Oggi entro in un panificio e le commesse stavano servendo altra gente. Non faccio in tempo ad entrare e una commessa mi dice “buongiorno” (con tono non cortese ma come se facesse parte del copione del negozio). Io rispondo con un tono di voce italiano e non toscano “buongiorno”. La commessa non sente. È abituata alle urla e mi dice ad alta voce “buonanotte”. Faccio finta di niente ma la guardo male e lei si gira. Esco senza prendere niente perché il pane toscano non mi piace e perché la commessa tocca soldi e pane come se niente fosse e a me fa schifo e perché la commessa è stata cafona e mi urla “arrivederci” e ho risposto ancora col mio tono. I toni, la cortesia, la gentilezza, le buone maniere, la grazia qui sono cose sconosciute. per non dire poi che la cosa è successa stamattina. Centro pieno di gente ma via tornabuoni vuota come sempre. Nella solitudine delle pietre medievali della via si sente solo lo zoccolo dei cavalli delle carrozze, mi è venuta una tale tristezza in questo clima medievale, grigio e col rumore dei cavalli che sono tornata a casa sconsolatissima. Iononamofirenze.

paolo
paolo
5 anni fa

Sono un fiorentino e devo dire con gran dispiacere ed altrettanta sincerità che i giudizi appena letti corrispondono -salvo eccezioni -alla realtà. Mi sono laureato in legge a Bologna e posso dire che nei bar la situazione è agli antipodi:gentilezza,cortesia e disponibilità. Perché i fiorentini sono così :suggerisco di leggere la Divina Commedia ( canto 24mo se non erro) così avrete un giudizio di allora sul carattere dei fiorentini di allora che però sembra scritto ai ns.giorni.

Pat
Pat
5 anni fa
Reply to  paolo

Grazie paolo. Sono andata a ricercare nella divina commedia e ho trovato questa perla del VI canto dell’inferno. Dante aveva già detto tutto. http://divinacommedia.weebly.com/inferno-canto-vi.html

Gio
Gio
5 anni fa

la tendenza riguardo la cortesia è ultimamente questa, come hai scritto nel tuo articolo. Peccato che poi nella maggior parte dei casi il caffè faccia pure schifo. Io che sono un assiduo frequentatore di bar lo Spurge prima del caffè l’ho visto fare dal Querci solo una volta, in almeno due anni che ci faccio caso.

roberto
roberto
5 anni fa

Buondì a tutti i lettori
Io ho avuto un bar , sella zona di piazza Dalmazia Art Caffè, ora non è più in mia gestione, e a proposito di educazione e sorrisi e gentilezze da bar ho da raccontare un aneddoto particolare:

il cliente è napoletano doc, e giudice in pensione, persona rispettabilissima e affidabile, l’aneddoto non lo racconto in napoletano che renderebbe meglio significato…guagliò non ti credere che vengo da te perchè hai il miglior caffè della zona…tanto sono tutti na schifezza… vengo da te a prendere il caffè perchè prima di tutto mi fai un bel sorriso e poi mi dai il buongiorno vabbhè u cafè è passabile….. a proposito di gentilezza pubblico una recensione di Elena, e ogni volta che lo leggo mi vengono i brividi…

mercoledì 27 dicembre 2006
dopo il Natale: Firenze deserta?
stamani ci ho messo pochissimo ad arrivare al lavoro. circa 12 minuti. come a ferragosto.
fosse sempre così il traffico sui viali.. soob.
sono rientrata ieri sera a Firenze e ho trovato una bella temperatura polare : – 2 gradi, niente male! vabbè è dicembre, è normale. meno normale che in montagna non ci sia nemmeno un po’ di neve.

stamani per iniziare bene la giornata (che a me lavorare il 27 dicembre mi fa molta tristezza.. sono lontani i tempi in cui andavo a scuola e facevo vacanza dal 22 dicembre alla Befana!) mi sono concessa una colazione al bar.
Mi sono fermata da Roberto, all’Art Caffè (nella foto lo splendido bancone del bar). E’ un bar un po’ nascosto, dietro Viale Morgagni, per andare a Careggi (zona Firenze Rifredi), ma mi piace per la sua atmosfera tranquilla e rilassata. a parte che da quando ha cambiato le paste, sono buonissime!!! il suo budino di riso è uno dei migliori (e anche la brioche crema + marmellata di more che finisce subito). e anche il cappuccino è ottimo.
ma la cosa secondo me più bella di questo bar è – come dicevo – il clima familiare e accogliente. Roberto è sempre molto carino, con tutti, di buon umore. Ti accoglie con un sorriso (dote che a Firenze sembra scarseggiare fra i baristi) e ti chiede come stai in maniera così carina che se anche ti girava storta, gli rispondi bene.
ah… fra le varie cose è un amante dell’arte, infatti oltre al nome del bar, ospita spesso mostre di quadri e foto. anche questa secondo me è un’iniziativa da ammirare.

roberto
roberto
5 anni fa
Reply to  Elenafarinelli

spesso ti leggo, ma questa volta mi è anche piaciuto risponderti, la tua recensione l’ho conservata, fa parte dei meraviglisi ricordi di quando ero all’Art Caffè, a proposito ne ho anche un’altra quando lavoravi per Firenze.net…mmmmm che meraviglia e che nostalgia..

Elide
5 anni fa

Leggo solo adesso questo post ma sono perfettamente d’accordo, mai come a Firenze mi è capitato di trovare così tante persone sgarbate nei locali e nei bar in particolare. La giustificazione del turismo non è valida, Roma è il posto in cui mi sono trovata meglio, per esempio. Sottolineo sempre a chi dice che i milanesi sono antipatici e freddi, che non mi è mai capitato di essere trattata in modo antipatico come succede a Firenze. Ci sono alcune eccezioni ma sono pochissime per un città del genere, ainoi!

Pat
Pat
5 anni fa
Reply to  Elide

Infatti il problema non è chi lavora nei bar. Trovi la stessa mancanza di garbo mentre sei in auto, al supermercato, per strada. La gente non sa stare in fila, crede di avere sempre la precedenza, non conosce paroline magiche quali buongiorno, scusa, prego, grazie, permesso e non sa sorridere. È nel carattere e nel modo di fare dei fiorentini, non solo dei baristi fiorentini. Che poi nei bar adesso magari trovi rumeni e polacchi.

Pat
Pat
5 anni fa
Reply to  Pat

Nelle università di economia insegnano che fidelizzare i clienti costa meno che acquisirne di nuovi. Vale dappertutto tranne che a Firenze. In una città turistica i nuovi clienti non devi cercarli, arrivano e fidelizzare chi vive a Firenze costerebbe troppo. Quindi, puoi vendere schifezze con sgarbo e fatturi lo stesso. Io prendo sempre fregature. Non ultimo oggi in una nota gastronomia ho preso una baguette. Aveva la forma della baguette e l’aspetto frontale. La consistenza, il sapore e la base facevano schifo. Io lì il pane non lo comprerò mai più. A loro importa qualcosa? Credo nulla. Fidelizzare me con la qualità costa più che trovare un altro pollo da fregare. Bella filosofia fiorentina. Ecco perché non amo Firenze e non ne parlerò mai bene.

Max
Max
5 anni fa

vivo a Firenze da 10 anni e ancora non mi ci sono abituato. Arrivando dal Nord EST pensavo che “scendendo” non potevo che migliorare…ma mi son dovuto ricredere, e sono certo che la causa è il turismo…troppa gente, troppi clienti, troppo facile tutto…non resta che sorridere e sperare di riceverne uno in cambio. Mi spiace perchè a Venezia, con i locali, nonostante tutto la battuta e il sorriso lo fanno ancora

Pat
Pat
5 anni fa
Reply to  Max

Allora non ci sono speranze. Vivo a Firenze quasi da 7 anni. Speravo che il tempo mi potesse aiutare. Allora non ci spero più.

Simone
Simone
5 anni fa

Quando vado a Firenze frequento solo le macchinette della stazione per prendere il caffè, non sarà il miglior caffè in assoluto ma almeno quelle ti dicono grazie ed arrivederci. I Fiorentini sono cafoni, l’ho notato anche io, e abito sull’Amiata, notoriamente conosciuta come una zone di cafoni, invece devo dire che sono molto più cortesi al mio paese, ma probabilmente la cafonaggine è riservata solo ai forestieri un po’ ovunque.

Chiara
Chiara
5 anni fa

I fiorentini sono spesso maleducatissimi, strafottenti e indifferenti quando ti va bene. Sanno solo prendere per i fondelli ma guai a dire qualcosa perchè sono permalosi e polemici fino all’esasperazione. Nelle altre regioni ci chiamano “i maledetti toscani” e ci catalogano come gente inaffidabile pronta solo a scherzare spesso in modo inopportuno e pesante, noi siamo quelli delle battute salaci che nessuno capisce e da cui tutti (giustamente) prendono le distanze. Ovviamente, non tutti sono così ma questa è l’immagine che spesso hanno di noi.