17 Novembre 2013 • 2 commenti

Wine in Progress con AIS

Vino e degustazioni

Il weekend appena passato, ha visto il 47esimo Congresso Nazionale dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) alla Stazione Leopolda. Fra una trasferta di lavoro e l’altra, visto che l’evento oltre che agli iscritti AIS era aperto al pubblico, pagando, ho fatto un salto veloce sabato all’ora di pranzo.

AIS Convegno nazionale
Circa 250 aziende e produttori hanno partecipato con stand e degustazioni, per far conoscere vini di tutta Italia, ma anche olio, e altri prodotti gastronomici. Oltre alla possibilità di assaggiare eccellenze del settore enologico, erano previsti anche incontri e tavole rotonde per fare il punto della situazione su un settore in perenne fermento.
oggetti di design per la cucina

A lato dei produttori una manciata di aziende specializzate nella fornitura di oggetti per il vino, la cucina e la conservazione degli alimenti. Fra le varie aziende mi ha colpito una realtà pistoiese che da elementi di recupero di pentole, si è inventata una linea di simpatici oggetti “risolvi-problemi”. Da una parte le clippettine, ovvero mollettine ferma pasta, infusore, grattugia noce moscata e molto altro; dall’altra tanti altri oggetti sempre pensati per rendere più facile la vita in cucina. Consiglio di dare un’occhiata al sito internet, hanno delle cose deliziose, ideali anche per un regalino: www.clippe.it.
chianti classico

Fra gli stand una parte riservata ai Consorzi, come quello del Chianti Classico.
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Presenti anche una manciata di birrifici artigianali (Moa, Birra del Forte..) a testimonianza di un trend in crescita: solo in Toscana ne conosco più di 50.
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In mostra una piccola selezione di aziende gastronomiche – in un’atmosfera che mi ricorda molto Taste – fra le quali il Cioccolato La Molina.
stazione leopolda AIS

Ma ovviamente era il vino a farla da padrone, con un’intera Stazione Leopolda, occupata da aziende del settore, disponibili a far assaggiare i loro vini più o meno noti.
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Io ho cominciato il mio giro con una sosta da Bisol, azienda di viticoltori in Valdobbiadene da 5 secoli.
bisol

In fondo alla sala c’era anche l’area ristorante, ma non mi ci sono fermata.
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Nello spazio Alcatraz spazio ai produttori di olio e ad alcuni show cooking. Molto carino il piattino Platu per degustare l’olio, a forma di ulivo, realizzato da Mpfxdesign.
degustazione olio leopolda
Io ho avuto la fortuna di assistere, e assaggiare il risultato finale, a uno show cooking di Marco Stabile, lo chef dell’Ora d’Aria, che ci ha proposto un piatto molto articolato con vari ingredienti. Grande successo e folla di donne molto molto incuriosite, che non si capacitavano del colore arancione delle patate americane (“ma è sicuro che non sia zucca?”)

Marco Stabile prepara un piatto
Il mio giro di degustazioni è iniziato, anche grazie ai suggerimenti di Stefania Pianigiani, da Ronco Blanchis, dove ho assaggiato un’ottima Ribolla Gialla. L’azienda friulana viene dalla zona del Collio, una DOC all’estremità est del nord Italia, quasi al confine con la Slovenia. Un tempo qui c’era l’Austria e infatti alcune vigne appartenevano a una nobile famiglia austriaca. Oggi Giancarlo Palla e i figli, portano avanti la tradizione di grandi bianchi di questa zona, in cui la vicinanza al mare Adriatico, e il riparo dalle Alpi Giulie, insieme a un terreno argilloso, hanno danno vita a vini bianchi interessanti: Friulano (che in molti si ostinano a chiamare Tocai!), Pinot Grigio, Sauvignon e un blend Collio, che ha ricevuto 3 bicchieri dalla Guida Gambero Rosso.
ronco blanchis

Sempre per stare sui bianchi, ma cambiando completamente regione, mi sono fermata dall’azienda maremmana Rocca di Montemassi, il cui Vermentino ricordavo con grande piacere. Un’azienda che volevo visitare la scorsa estate in occasione dei concerti Melodie del Vino.
rocca di montemassi

Mentre cammino fra gli stand noto una faccia amica: Paolo Marchionni di Vigliano, di cui ho parlato più volte (anche qui). Gentilissimo, mi suggerisce un paio di aziende biodinamiche da visitare.
paolo marchionne vigliano

Un piacevolissimo incontro quello con l’azienda – anch’essa maremmana – Monteverro. Non solo per i suoi vini, ma anche per la filosofia aziendale contraria all’uso di pesticidi e molto rispettosa dell’uva, vendemmiata a mano.
Monteverro azienda vinicola Capalbio
Simpaticissima la ragazza dietro allo stand, che con entusiasmo e un pizzico di orgoglio, pur essendo trapiantata in Toscana solo da poco, mi ha raccontato i vini, le persone, le etichette (buffo il nome Tinata, dal nome della mamma del produttore Tina). Altrettanto competente. mi ha fatto degustare alcuni blend – Tinata e Tenuta di Monteverro – in cui i sentori della macchia mediterranea in cui si trovano i vigneti (siamo dalle parti di Capalbio) lasciano il segno. Vini importanti, ma incredibilmente freschi.
vino Tinata Capalbio

Fra una degustazione e l’altra, c’era la possibilità di seguire piccoli interventi o conferenze, in un’area apposita.
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Ho fatto un salto anche dall’azienda Moser di Trento. Sì è quella del famoso ciclista italiano, ad oggi ancora il miglior ciclista che abbiamo avuto in Italia, che infatti viene ricordato nell’etichetta rosa e nel nome dello Spumante Metodo Classico (Chardonnay e Pinot nero): 51,151. Ovvero il record dell’ora che nel 1984 riuscì a compiere a Città del Messico: 51,151 km in 1 ora. Allo stand il figlio, simpatico, con il quale ho scambiato 2 parole. “E’ difficile avere un cognome così importante?” risposta “è andata peggio a mio fratello che corre in bici! io almeno ho scelto un settore diverso…” eh eh ha ragione. Hanno anche un museo a Trento, con cimeli, bici e trofei. Per info: http://www.cantinemoser.com
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Desidero ringraziare e salutare i due simpatici Sommelier AIS di Pisa ma che operano a Siena, che mi hanno accompagnato in una mini degustazione di vini presso lo stand dell’azienda bio-dinamica Laegeder. Competenti e curiosi, mi hanno illustrato il loro punto di vista su alcuni vitigni dell’Alto Adige che io fatico ad amare.

Azienda Lageder vini
Bravo anche il ragazzo dietro lo stand che ci ha fatto assaggiare in sequenza: Pinot Bianco, Gewurstraminer (profumatissimo! sentori di Salvia e di Rosa), Schiava (definito vino da colazione!), Pinot Nero (più buono in bocca che all’odore), Lagrein. Inutile dire che ho adorato i bianchi.
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Toccata e fuga anche da Gianfranco Fino per assaggiare Jo, Negroamaro del Salento stra-premiato. Peccato non ci fosse il suo fratello Es, Primitivo di Manduria ancora più importante. Un’azienda nata nel 2004 ma che si è rapidamente affermata nel settore enologico, grazie alla passione e alla cura maniacale del viticoltore.
gianfranco fino

Nel complesso seppure molte aziende le conoscessi già e di altre non c’erano in degustazione i vini migliori, l’ho trovata un’ottima occasione per conoscere vini e produttori di varie realtà.
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Nel settore Food anche un produttore di panettoni.
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Nella sala degustazione B una serie di degustazioni per appassionati: quella di Antinori con la verticale di Tignanello è andata sold out in brevissimo (chissà perchè!).

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Io ho assaggiato anche un caffè tostato al Sassicaia. Un curioso esperimento per chi ama sia il caffé che il vino. I questo caso vietato zuccherare il caffé!
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Un complimento agli allestimenti, molto carine le sedute ricavate da botti, seppur un po’ scomode.
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Concludo con un consiglio, a seguito di un’analisi dei siti Internet dei produttori di vino. Ne ho visti molti per fare il post e sono quasi tutti fatti con una logica di “brochure”. Realizzati in Flash, tecnologia odiata da Google, scarsa interattività e contenuti ridotti al minimo, tante belle immagini, frasi evocative, musica… non è quello che va fatto nel 2013. Errori nella progettazione fanno sì che questi siti siano introvabili se non si fa una ricerca esatta per brand o nome dell’azienda. Se davvero volete uscire dalla crisi, cominciate a fare dei siti che siano trovati dalle persone che cercano il nome del prodotto senza il brand! Inoltre, tranne pochissime eccezioni, la gran parte di queste aziende non usa o usa male i Social networks. Sveglia! La visibilità passa (anche) da lì. I vostri clienti sono lì. E ricordatevi che non esiste solo Facebook. Molto meglio investire su Twitter.



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Gianni Mercatali
7 anni fa

Ottimo racconto, ampiamente illustrato anche con curiosità. Interessanti le riflessioni sui siti del vino (che condivido) e sull’uso dei social networks per l’attività di comunicazione.